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contributo inviato da simona_mn il 29 agosto 2009

Diversivo. Distrazione. Fantasia. Cambiamento di moda, di cibo, amore e paesaggio. Ne abbiamo bisogno come dell'aria che respiriamo. Senza cambiamento, corpo e cervello marciscono. L'uomo che se ne sta quieto in una stanza chiusa rischia di impazzire, di essere tormentato da allucinazioni e introspezione. (...)
Monotonia di situzioni e tediosa regolarità di impegni tessono una trama che produce fatica, disturbi nervosi, apatia, disgusto di sé e reazioni violente. (...)
I pochi popoli "primitivi" degli angoli dimenticati della Terra comprendono meglio di noi questa semplice realtà della nostra natura. Sono in perpetuo movimento. I bimbi bruno-dorati dei cacciatori boscimani del Kalahari non piangono mai e sono tra i bimbi più contenti del mondo. E diventano anche, crescendo, persone mitissime.

Imperdibile raccolta di saggi, articoli, recensioni letterarie e racconti brevi di Chatwin, pubblicata dopo la sua morte ma senza alcun rimaneggiamento e sulla falsariga del titolo (L'alternativa nomade) che lo scrittore vagheggiava per un'ambiziosa, enciclopedica, mai terminata opera sul nomadismo, che esercitava sul suo spirito un'irresistibile attrazione.

E le parti più belle del libro sono infatti quelle dedicate ai nomadi del deserto e ai personaggi nomadi, bizzarri, irrequieti per vocazione e destino, primo fra tutti lui stesso; notevoli anche i ritratti "capresi" di Axel Munthe e Curzio Malaparte.

TAG:  LETTERATURA  LIBRO  RECENSIONE  CHATWIN  ANATOMIA DELL'IRREQUIETEZZA  CURZIO MALAPARTE  AXEL MUNTHE  DESERTO  NOMADI  NOMADISMO  KALAHARI 

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