.
contributo inviato da cerve87 il 16 agosto 2009
ROMA (3 agosto) - Sulla collocazione delle 4 nuove centrali nucleari italiane, Enel e Ministero dello Sviluppo Economico mantengono uno stretto riserbo, ma numerosi centri di ricerca hanno elaborato e presentato studi di fattibilità per l'individuazione dei possibili siti.
I criteri per la scelta sono stati dettagliati più volte: l'European Pressurized Reactor (EPR, reattore nucleare europeo ad acqua pressurizzata) di tecnologia francese, quello che sbarcherà in Italia con la joint venture fra Enel ed Edf, richiede zone poco sismiche, in prossimità di grandi bacini d'acqua senza però il pericolo di inondazioni e, preferibilmente, lontane da zone densamente popolate. Le uniche certezze derivano da Veneto e Sicilia, le due regioni che hanno dato la disponibilità ad ospitare gli impianti nucleari.
Fra i nomi, Caorso nel Piacentino e Trino Vercellese (Vercelli), che ospitavano gli impianti chiusi in seguito al referendum del 1987. Sono entrambi nella Pianura Padana e quindi con basso rischio sismico ed alta disponibilità di acqua di fiume.Fra i papabili, anche Montalto di Castro, in provincia di Viterbo, che unisce alla scarsa sismicità la presenza dell'acqua di mare.
Secondo Legambiente ed il Cnr, il quarto candidato ideale è Termoli, in provincia di Campobasso, mentre in altre circostanze si è fatto il nome di Porto Tolle, a Rovigo, dove c'è già una centrale a olio combustibile in processo di conversione a carbone pulito. Gli altri nomi che ricorrono più spesso sono Monfalcone (in provincia di Gorizia) Scanzano Jonico (Matera), Palma (Agrigento), Oristano e Chioggia (Venezia).

Fonte: Il Messaggero
TAG:  CENTRALE NUCLEARE  NUCLEARE ITALIA  SITI COSTRUZIONE CENTRALI  LEGAMBIENTE  CNR  CAORSO  TRINO VERCELLESE  ORISTANO  CHIOGGIA  PORTO TOLLE  ROVIGO  SCANZANO JONICO  PALMA  MONFALCONE  EDF  ENEL  MINISTRO SVILUPPO ECONOMICO 

diffondi 

commenti a questo articolo 0
informazioni sull'autore
ISCRITTO A PDNETWORK DAL
6 giugno 2009
attivita' nel PDnetwork