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contributo inviato da Ethos il 15 agosto 2009

[ click | La storia dipinta nell'icona è la seguente: un certo uomo che conduceva una vita peccaminosa era non di meno devoto alla Madre di Dio e ogni giorno venerava l'icona che aveva in casa, ripetendo le parole dell'Arcangelo Gabriele Ave Maria piena di Grazia. Un giorno mentre si accingeva ad andarsene, l'icona iniziò a sanguinare. Il peccatore cadde a terra piangendo ed esclamando: Signora chi ha fatto questo?. Dall'immagine della Madre di Dio uscì una voce che rispose: Tu ed altri peccatori che crocifiggono ancora mio figlio con i peccati commessi. L'uomo si pentì e venne perdonato, così ebbe l'esperienza di una grande gioia inattesa.

L'iscrizione in cirillico sul pannello sottostante l'immagine della Madre di Dio riporta il racconto di questo avvenimento. Di solito nelle icone di questo soggetto l'uomo viene raffigurato inginocchiato davanti alla Madre di Dio. In questa variante con l'uomo
in piedi si vuole riportare il momento in cui l'icona inizia a sanguinare ]

Antica Icona Russa Madre di Dio della Gioia Inattesa - Scuola di San Pietroburgo - Periodo fine 18° Secolo 1780/1800 circa - Questa icona raffigura un ambiente interno dove un uomo è in piedi davanti ad una grande icona della Madre di Dio che sorregge il bambino Gesù nella sua mano sinistra - Il bambino porta le ferite della crocefissione -

Ferragosto, giro di boa dell’estate, di un tempo di vacanza in bilico costante tra riposo e sovraesposizione del corpo, distensione e stordimento dello spirito, apertura e confusione della mente. E al cuore di questo tempo per l’uomo nella sua interezza, la festa forse più popolare tra quelle in onore della Vergine Maria: l’Assunzione [o dormizione, ndr]. Paradosso incomprensibile?


Fin dai primissimi secoli del cristianesimo la Chiesa ha percepito che in
Maryâm - colei che aveva generato il Risorto e, a nome della creazione intera, aveva accolto il Dio fattosi uomo - era prefigurato non solo il cammino ma anche la meta che attende ogni vivente: l’assunzione dell’umano, di tutto l’umano, nel divino.

Sì, Maria è icona e personalità corporativa del popolo dei credenti perché è la Figlia di Sion, l’Israele santo da cui è nato il Messia, ed è anche la Chiesa, la comunità cristiana che genera figli al Signore sotto la croce. Per questo il Veggente dell’Apocalisse l’ha contemplata come donna vestita di sole, coronata dalle dodici stelle delle tribù di Israele, partoriente il Messia [cf. Ap 12,1-2], ma anche come madre della discendenza di Gesù, la Chiesa [cf. Ap 12,17]. Così, la prima creatura a entrare anima e corpo - cioè con tutta stessa - nello spazio e nel tempo del Creatore non poteva essere che colei che aveva acconsentito a che il divino irrompesse nell’umano: spazio vitale donato dalla terra al cielo, la Vergine-Madre diviene germe e primizia di una creazione trasfigurata.


Maria
è creduta dalla Chiesa essere ormai al di là della morte e del giudizio, in quella dimensione altra dell’esistenza che non riusciamo a chiamare se non cielo.

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