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contributo inviato da iltrespolo il 11 agosto 2009

Sento un assordante silenzio in merito alle dichiarazioni del prode Ignazio. Anzi dal sito del corriere apprendo che anche tra le file del PD c'è qualcuno, forse più di qualcuno, che invita a gettare la maschera e dichiarare ammissibile l'applicazione del codice militare di guerra in Afghanistan. Sono trascorsi invano tutti questi anni, durante i quali se c'era una cosa da dimostrare è stata ampiamente dimostrata. L'assoluta inutilità dell'opzione militare per risolvere questioni internazionali, soprattutto quando queste risiedono in contesti fortemente condizionati dall'elemento religioso o peggio ancora da contrapposizione identitaria.

Vorrei sapere se siamo alla vigilia di uno stravolgimento della Costituzione con la piena condivisione da parte dell'opposizione oppure mi devo aspettare, anche nella calura estiva una reazione in difesa della Carta fondante ma anche al principio della non violenza. E attenzione non parlo di un principio astratto e bello solo da dire. Parlo di uno strumento che tende a metterci tante energie e un po' di intelletto e fantasia, la giusta dose di compromesso e di realismo nell'individuare la controparte sapendo che è con lui bisogna far la pace. Basta con "noi con questi non parliamo" , "non ci siederemo mai al tavolo con quest'altro". Questi sono solo espedienti per giustificare la prosecuzione della guerra sapendo che l'obiettivo non è quello di portare pace ma solo l'abbattimento del nemico e la sua sostituzione con referenti "amici". Se ci pensiamo bene è la versione moderna di quanto è sempre avvenuto. La guerra per ampliare i miei spazi, per conquistare territori e spostare verso l'esterno i miei confini. Oggi, siccome sarebbe improponibile tale strategia, si opta per la sostituzione con governi accondiscendenti.

La costruzione della pace è opera faticosa e difficile. Ha bisogno di spirito di adattabilità mescolato a fermezza sui punti non negoziabili. C'è bisogno di saper far crescere nella popolazione locale la voglia di opporsi al dittatore di turno esportando non le nostre idee di libertà ma far crescere l'sdesione a princìpi universali come dignità umana, diritto alla ribellione, rispetto delle differenze altrui. Riconoscendo nell'ONU (fortemente riformata) l'unica istituzione atta a risolvere le questioni internazionali.

Non dobbiamo dare al prode Ignazio la possibilità di mettersi dall'alto della collina antistante il campo di battaglia e godere nel vedere i carrarmatini muoversi, gli aereoplanini sorvolare, la fanteria avanzate sprezzante del pericolo protetta solo dal tricolore che man mano che cade viene ripreso dal fango da qualcun altro che petto in fuori sarà colpito e sostituito da altro povero cristo. E lui con binocolo, anfibi e mimetica nel vedere tutto questo nemmenio si è reso conto che gli si sono sporcati i pantaloni proprio là, dove risiede la sua mascolinità.

Lui saprà che in mezzo a quei poveri cristi non ci sarà suo figlio, ma quello di un altro povero cristo che niente ha potuto per evitare la carneficina. Ci saranno molte più lacrime di quelle versate fino  ad oggi, molta più disperazione, molti più padri e madri distrutti dalla perdita della propria immortalità, tante mogli e figli che già a quell'età sono stai costretti a piangere per un abbandono che non riusciranno mai a capire. E per contorno tanta retorica, false lacrime, cordogli ipocriti e bandiere sulle bare. Belle bandiere tricolori sulle quali l'ipocrita di turno poggerà la mano e se la porterà sul petto pensando al prossimo che dovrà presenziare nel paesino ancora più a sud. Tutti meridionali questi morti.

Mi rendo conto che anche questa è facile retorica, con la sola differenza che non fa morti.

Mi aspetto l'avvio di una consultazione dei propri iscritti e simpatizzanti del PD prima di intraprendere un probabile dibattito parlamentare. Noi siamo stati abituati così, poi si è rotto qualcosa e si è persa questa abitudine. Ci si è "mescolati" forse un po' troppo fino ad "impazzire". Un argomento come questo va affrontato con un mandato chiaro e partecipato. Altrimenti è un abuso di potere.

Salvatore Cuoco

 

TAG:  GUERRA  AFGHANISTAN  LA RUSSA  COSTITUZIONE 

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