.
contributo inviato da tribo il 8 agosto 2009

Spunto da un articolo di El Pais di alcuni giorni fa, che riporta i risultati di un sondaggio che rivela che il 40% dei portoghesi è favorevole ad una unione politica con la Spagna.

Non più guasconate, non più politica al servizio del piccolo boss che fa solo confusione e non conta nulla in Europa.

Un solo governo con la stessa squadra di ministri e lo stesso primo ministro.

Una sola Camera con molti meno eletti di quelli che oggi hanno le tre Camere dei tre stati separati.

Un solo Senato dei rappresentanti delle regioni dello Stato Unione Mediterranea (UM).

Una sola bandiera comune, quelle europea con tre stelle, un solo esercito, una centralizzazione e informatizzazione spinta solo delle funzioni di orientamento e di coordinamento, la gestione decentrata agli enti locali. .

Tanti Regioni Province e Comuni quanti ne vorranno i cittadini, dai quali singolarmente dovrà scaturire l'input decisivo per la ricostruzione di uno Stato al servizio di ciascuno e di tutti (struttura sussidiaria dello Stato).

Spazzati via d'incanto problemi quali quelli di Padania, Euskadi, Suedtirol. Un solo governo centrale con Regioni, Province e Comuni in armonica cascata, con tutta l'autonomia possibile per dare la massima snelleza al grande Stato.

E se qualcuno vuole andarsene, che se ne vada entro il grande contenitore europeo (mi riferisco agli atoatesini o ai baschi, se preferirranno un altro percorso) con la condizione che il loro tragitto si inserisca nelle strategie di una grande futura Europa delle Regioni, con un unico governo centrale e tanti governi regionali (auspicio tutto da costruire, da costituzionalizzare, ma che sarebbe straordinariamente innescato e facilitato da una iniziativa del genere).

Un'Europa Mediterranea, area nella quale, ad esempio, politiche energetiche basate sullo sfruttamento dell'energia solare, eolica, ... (sono tutti paesi alla stessa latitiudine cioè analogamente affacciati ai raggi del sole) potrebbero godere idealmente di un comune coordinato approccio. E l'energia sarà l'argomento del prossimo millennio ed oltre.

Senza considerare il ruolo trainante a livello europeo e mondiale che  (Italia + Spagna + Portogallo sarebbe il più popoloso stato europeo 115 miliuoni di abitanti, più della Turchia, sopra i 70, e della grande Germania, sopra gli 80, nonchè uno dei più popolosi del mondo) un tale paese potrebbe esercitare, soprattutto per le politiche relative al movimento ed alla migrazione dei popoli, soprattutto di quelli disperati.

Uno Stato Unione aperto a successive evoluzioni verso tutti gli altri paesi del Meditrerraneo.

NON CREDETE CHE QUESTO, o qualcosa di molto simile a questo, POSSA ESSERE UN ARGOMENTO CHIAVE, STRAORDINARIAMENTE IMPORTANTE E TRASCINATORE, PER UN POLITICO CHE SI VOGLIA CANDIDARE ALLA GUIDA DEL MAGGIORE PARTITO DELLA SINISTRA EUROPEA?

TAG:  POLITICA  ITALIA  EUROPA  SPAGNA  STATI  SOVRANAZIONALI  PORTOGALLO INTEGRAZIONE 

diffondi 

commenti a questo articolo 0
commento di Anzalone.Michele inviato il 9 agosto 2009
Scusate se mi introduco nella discussione e apro una parentesi.
Oggi abbiamo la possibilità di migliorare la qualità della democrazia e della partecipazione in questo sito. Da troppo tempo chiediamo che le cose cambino, ma come sempre nessuno ci ascolta e questo sito, pagato con il nostro denaro, contiua a rimanere quello che è: l'ennesima occasione sprecata di fare qualcosa di moderno e innovativo.
Oggi abbiamo la possibilità di cambiare tutto questo.
A pagina http://partitodemocratico.gruppi.ilcannocchiale.it/?t=post&pid=2312393 si chiede

1) Dimissioni di Francesco Verducci da Responsabile comunicazione online e New Media del pD e nomina di un nuovo responsabile di settore.

2) Progettazione da zero di una nuova piattaforma online attraverso la partecipazione degli utenti.

Chi è daccordo sottoscriva in quella pagina. Grazie.
commento di nnnn inviato il 8 agosto 2009
A clint333

A proposito del tuo commento ... l'attuale governo fa anche cose utili al paese, cose di cui la "sinistra" avrebbe dovuto occuparsi e che invece ha lasciato sospese nel vuoto, perdendo la fiducia della maggioranza dei cittadini...

Ho inviato ieri un commento in sintonia con la tua osservazione che ti segnalo:
http://partitodemocratico.gruppi.ilcannocchiale.it/?t=post&pid=2311926

ciao
commento di nnnn inviato il 8 agosto 2009
A e_ros,
naturalmente qui si parla di aree culturali europee.

Lo stesso fece Napoleone quando divise in cantoni la Svizzera ad esempio, (facendo riferimento a lingua, religione, cultura) e pare che il marchingegno abbia funzionato e funzioni tuttora abbastanza bene.

Quindi anche tu, se vivi in Italia, sei inglobato per convenzione in questo nostro popolo che io in modo semplice o semplicistico ho chiamato popolo "cattolico" per religione dominante e "latino" per lingua e cultura.

Ciò non toglie che la stessa cultura che ci contraddistingue in Europa, e di Europa stiamo trattando, sia propria anche di altri popoli e di altri continenti.

Infatti per ragioni analoghe mi sento vicino agli argentini o ai filippini.

Ma questo è il mondo intero, e queste radici avranno modo di tornare e ritornare a farsi valere in altre contingenze, in altri discorsi in altre opportunità nel futuro.

Basta ad esempio guardare oggi stesso all'integrazione nel nostro paese degli extracomunitari. Coloro che hanno una cultura e/o una religione come la nostra si integrano meglio (vedi i filippini e i sudamericani in Italia, in Spagna poi l'integrazione dei sudamericani è ancora più eclatante, lì hanno in comune non solo la religione e la base lingustica latina, ma la lingua vera e propria).

Ci sono in giro delle potenzialità enormi, delle sinergie possibili di potenza impressionate, da individuare e metter a frutto nel patrimonio culturale dell'uomo cittadino del mondo.

I nostri padri, che hanno seminato il nostro nome e la nostra cultura oltre gli oceani, oltre le barriere fisiche che dvidono i continenti, oggi, in un unico mondo interconnesso come un solo grande paese, ci chiedono conto della loro immensa eredità, e noi saremo tanto più bravi e ci sentireno tanto più felici quanto più dimostreremo a loro ed a noi stessi che i loro talenti sono stati, su di noi, bene investiti.

E' tempo di aprirci, altrimenti, inesorabilmente, so
commento di clint333 inviato il 8 agosto 2009
L'entusiasmo che si legge nel manifesto e nelle tue proposte è "bello dentro", e fa piacere che esistano persone che abbiano ancora voglia di vivere e fiducia nella vita.
Andate avanti, non demordate, a ognuno il suo compito. Io avrò da lavorare come un negro nelle retrovie, perché qui di problemi irrisolti ce ne sono ancora troppi, e, quel che è peggio, aumentano di giorno in giorno anzi che dimimuire.
Però la "sinistra" deve anche capire che al di là di "modi" insulsi e "dei colpi d'ascia alla democrazia", l'attuale governo fa anche cose utili al paese, cose di cui la "sinistra" avrebbe dovuto occuparsi e che invece ha lasciato sospese nel vuoto, perdendo la fiducia della maggioranza dei cittadini. Detto in altri termini, le istanze di Marino non sono un'invenzione, ma sono motivate da un "costume" politico che vede tutta la categoria coinvolta, al di là dei colori.
Quindi per ora resto qui a "casa", c'è troppo da fare (:
commento di e_ros inviato il 8 agosto 2009
Tribo,
io non mi sento facente parte di nessun popolo "cattolico latino" ( se invece si', nn dovremmo includere anche tutta l'America latina, per esempio? ).

Mi sento invece facente parte di un unica comunità europea, con tutto il suo bagaglio di storia comune, che è quella dei diritti civili e dei diritti della collettività. La meta di una patria unica europea è molto piu' vicina di quanto tu possa immaginare , per il semplice fatto che tutti, ma proprio tutti, nelle cancellerie europee si sono resi conto che stanno perdendo importanza nella scena globale e soprattutto non hanno degli strumenti validi per adottare politiche economiche comuni in casi di gravi crisi economiche ( come quella appena trascorsa ).
Gli italiani, con De Gasperi, Nenni e Togliatti, un tempo furono 'apripista' nella costruzione della CECA. Chissà se questa classe dirigente politica riesca a farsi carico oggi di un progetto di cosi' lunga portata e lungimiranza. Io non dispero ma certo non c'è proprio nessuno che ne parli veramente.

Saluti
commento di nnnn inviato il 8 agosto 2009
Caro clint33,
dobbiamo cambiare registro, macchina, combustibile, scarpe.

Così come stiamo andando da 150 anni dall'unità non siamo riusciti a risolvere i problemi endemici del paese, come il dislivello tra nord e sud, anzi li abbiamo aggravati.

Quello che sta accadendo dentro e fuori di noi in questo periodo, tutto ci fa capire tranne che abbiamo le risorse, gli uomini, le idee giusti per uscire vincenti da questo grande e capitale gioco.

La competizione globale non ci consente di dormire sulle nostre inefficienze, dobbiamo trovare altre strade, rinnovate risorse che il "mercato" ci offre.

Io credo che UNIRE, nel modo esemplificato in questo dibattito su questo tema, sia un modo per fortificarci, per rinnovarci, per crescere, per vincere questo grande e capitale gioco.

A me tra l'altro piace, mi dà un'enorme energia, e credo che come me anche molti altri.
commento di clint333 inviato il 8 agosto 2009
1° - Avete un'idea di come sia vista, attualmente, l'Italia dal resto d'Europa ? Voi la fareste una alleanza con la Russia di Putin ? Ecco, per la stessa ragione nessuno vuole farla con noi ! Ed hanno ragione.
2° - L'europa unita è una minaccia per la leadership del mondo. Abbiamo contro gli USA, che con molti esperti sono da decenni al alvoro per impedire che un fatto del genere avvenga. E ci riusciranno, perché l'Europa ha uno scoglio enorme nella diversità delle lingue e delle culture.
3° - NON METTERE Il CARRO DAVANTI AI BUOI - è un proverbio, quindi ha superato il vaglio dei secoli. Prima facciamo l'Italia unita, e dopo, solo dopo, potremo pensare all'Europa ! Se a questo aggiungiamo il fatto che attualmente abbiamo anche perso, nei fatti, la democrazia, e che siamo un paese in cui la corruzione è ai massimi livelli tra tutti i paesi nel mondo, è chiaro che è bene concentrarsi su progetti meno ambiziosi, più impellenti, e imprescindibili per poter apirare a traguardi ambiziosi fuori dalle nostre terre.
commento di nnnn inviato il 8 agosto 2009
Fantastico, questo è l'obbiettivo finale!

Da una vita passata nell'Europa della Germania, della Svizzera, della Spagna, dell'Italia in modo diretto, lavorandoci e vivendoci dentro, e di numerosi altri paesi come visitatore, penso che partire con delle Marcoregioni europee (indicativamente 5) che rispettino identità di popoli affini ad esempio come:
1. Popolo cattolico latino
2. Popolo germanico mitteleuropeo
3. Popolo anglo-scandinavo
4. Popolo slavo ortodosso
5. Popolo mussulmano di origine balcanico - asiatica
sia più "ergonomico" da un punto di vista tecnico, umano e geopolitico.

Obbiettivamenet ritengo che impostare di botto un discorso del genere con i tedeschi o gli scandinavi serva solo a bloccare tutto prima di cominciare.

Con una metafora mi spiego meglio: tornare alla casa comune la sera, dopo una faticosa giornata di lavoro, è più piacevole se ad attenderti ci sono amici che condividono carattere, concetti e preconcetti, per così dire, con i quali condividere un buon bicchiere ed una partita a "pincanello".

Con i tedeschi, sempre a titolo di esempio, sarebbe come per Marchionne e la Opel: pur avendo di gran lunga la migliore delle proposte strategiche ed industriali da offrire, i tedeschi (e persino i lavoratori di origine italiana che vivono da anni la'!) preferiscono imparentarsi con i russi piuttosto che con gli italiani. Esplicitamente dicono: la nostra mentalità non ci consentirebbe mai di farci comandare da degli iteliani, siamo troppo diversi.

Mentre Italia, Spagna in particolare, sono popoli davvero hermani!

Io tratto questo tema da più di dieci anni. Ti indirizzo alla pagina:
http://www.losio.com/100citta/federalismo.htm
se voi leggermi.

Comunque l'obbiettivo finale è quello che dici tu, ma ci vorranno ancora alcune generazioni per condurci tutti a quella fantastica meta, e forse chissà, anche a mete ancora più straordinarie.

"Natura non facit saltus."

Iportan
commento di e_ros inviato il 8 agosto 2009
Argomento interessante tribo.

Ma perchè limitarci ad una 'piccola' Unione mediterranea quando invece abbiamo la possibilità, se solo volessimo, di costruire un Unione Europea politica, oltre che economica e monetaria???
informazioni sull'autore
ISCRITTO A PDNETWORK DAL
19 febbraio 2009
attivita' nel PDnetwork