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contributo inviato da Alexbr il 8 agosto 2009

In ultima analisi, se ci pensate bene, la vita dell'uomo è legata alla vita sulla terra. Noi dobbiamo mangiare. Noi dobbiamo respirare. Noi dobbiamo godere della bellezza della natura.

Quando ero ambientalista attivo, ogni tanto un amministratore mi diceva, a proposito di qualche isolato di territorio non ancora "valorizzato": "Sì, ma bisogna pure migliorarne la fruizione". La risposta che pensavo, guardandolo con desolata rabbia, era: "Idiota. Tu respiri? Allora stai fruendo". Adesso lo direi a voce alta.

Il rispetto della vita sulla terra, e quindi dell'uomo e del suo futuro, è legato al rispetto del territorio. Se non c'è rispetto del territorio come obiettivo prioritario, parlare di rispetto ambientale, da parte di chiunque, è come parlare di famiglia da parte di Berlusconi.

Siccome la voce di Soru era l'unica che ho sentito chiara e forte al proposito, chi ha  combattuto e abbandonato Soru non dovrebbe nemmeno nominare la parola "ambiente". Parli d'altro . ma non di ambiente.

TAG:  AMBIENTE  TERRITORIO  RISPETTO DELLA VITA  VALORIZZAZIONE DELL'AMBIENTE  FRUIZIONE DELL'AMBIENTE 

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commento di sensopratico inviato il 6 settembre 2009
Sono convinta che il territorio è una risorsa assolutamente fondamentale per ogni attività umana.
Senza uso del territorio nulla si riesce a fare, tranne, ma solo apparentemente, attività virtuali.
Il territorio non sparisce, bensì viene degradato da attività umane sconsiderate e quando l'interesse umano si affievolisce (abbandono del territorio) avviene il degrado d'abbandono prima che la natura prenda il sopravvento.
Anche le frane, che però danno fastidio alle attività umane, sono naturali.
Salvaguardare il territorio significa salvaguardarne la qualità, per cui quantificare la riduzione di tale risorsa non è facile.
commento di ggavioli inviato il 13 agosto 2009
Ho potuto notare in vari blog che sei tra i molti lettori (e tra i pochi commentatori) dei miei tentativi di spiegare la necessità di cambiare le politiche energetiche attuali e future, tendenti a ridurre la dipendenza energetica dall'estero e l'emissione di gas serra in atmosfera.
In termini molto sintetici le ragioni economiche per un'effettiva riduzione dell'uso dei composti fossili del carbonio in Italia sono un risparmio netto per l'azienda Italia di almeno 12 miliardi di euro2005 nel 2020 e di 33 miliardi di euro2005 nel 2040 per minori acquisti all'estero.
Tuttavia molte delle politiche energetiche attuali e future comportano attività burocratiche ed allontanamento dall'obbiettivo di minimo costo a pari riduzione d'emissione.
Le complicazioni burocratiche e gli errori tecnologici della P.A. disperdono quasi completamente i vantaggi per l'utente finale che invece possono essere di 8 miliardi di euro nel 2020 (133 €/a a persona) e di 24 G€/a nel 2040 (400 €/a a persona).
Quanto alla complessità della materia, ti assicuro che la Pubblica Amministrazione, pretendendo di conoscere le tecnologie meglio degli utilizzatori, ha creato veri Uffici Complicazioni Affari Semplici.
Basta confrontare le mie proposte con la burocrazia per poter usare il fotovoltaico, o l'eolico, o la cogenerazione, o la coibentazione degli edifici, o l'emission trading, ......
Se il mio ragionamento e le mie conclusioni ti interessano, leggilo tutto e commentalo sul blog "concorrenzaenergetica" partendo dal post del 02/07/09 e fino all'ultimo del 09/08/09.
Gradirei anche tuoi commenti, o stroncature a:
http://concorrenzaenergetica.ilcannocchiale.it/?YY=2009&mm=6&dd=21
http://concorrenzaenergetica.ilcannocchiale.it/?YY=2009&mm=5&dd=18
O scrivimi.
gabrielegavioli@tin.it
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