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contributo inviato da Alexbr il 7 agosto 2009

L'osservazione, durata molti anni, della vita amministrativa e delle trasformazioni del territorio nell'area del Monfalconese, e l'alternanza di speranze e delusioni con l'avvicendarsi delle varie amministrazioni di qualsiasi colore, mi ha fatto constatare l'esistenza di alcuni meccanismi che rendono impraticabile qualsiasi forma di tutela stabile del territorio e rendono impensabile qualsiasi ipotesi di restauro dell'assetto territoriale.

Il punto cruciale del meccanismo è la differenza fra la relativa facilità di pianificare le trasformazioni del territorio nella direzione della "intensificazione dello sfruttamento" (da incolto o forestale ad agricolo; da agricolo estensivo a agricolo intensivo; da agricolo intensivo a industriale o urbano),  e la estrema difficoltà, che rasenta l'impossibilità, della trasformazione inversa.  Inoltre, agisce continuamente una elevatissima pressione economica che favorisce le trasformazioni del primo tipo.

Nell'impossibilità di raggiungere un equilibrio fra fasi di intensificazione dell'uso del territorio e fasi di alleggerimento dell'uso del stesso, avviene che l'alternanza delle politiche territoriali, con il succedersi di amministrazioni di vario orientamento, si riduce a fasi di rallentamento, o di temporanea sospensione, del consumo del suolo, e fasi di consumo accelerato. Ogni energia profusa in una pianificazione di tipo conservativo, magari frutto di lodevoli iniziative di sensibilizzazione, approfondimento culturale e scientifico, ampia partecipazione democratica, viene totalmente e legalmente azzerato da un'amministrazione successiva, ed anche eventuali evidenti errori e conseguenze negative sono irrimediabili, perfine se proprio quegli errori e quelle conseguenze negative sono la causa diretta dell'elezione di un'amministrazione "conservativa".

La suddivisione delle competenze di pianificazione in piccoli comuni, spesso sprovvisti delle  competenze scientifiche e culturali che sarebbero indispensabili per una corretta valutazione delle conseguenze delle trasformazioni territoriali, rende molto agevole una politica di "mordi e fuggi" da parte dei soggetti interessati al consumo del territorio. Gli sforzi si concentrano nei comuni "disponibili" e vengono temporaneamente sospesi in quelli "conservativi", attendendo che, nei comuni "conservativi", vengano prima o poi eletti amministratori "disponibili".

Come se ne esce? Boh?

TAG:  CONSUMO DEL TERRITORIO  SPECULAZIONE EDILIZIA  PIANIFICAZIONE 

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commento di Alexbr inviato il 7 agosto 2009
La situazione del monfalconese è chiaramente visibile su Google Maps, partendo ad esempio da qui: http://maps.google.it/maps?f=q&source=s_q&hl=it&geocode=&q=monfalcone&sll=41.442726,12.392578&sspn=17.99775,33.881836&ie=UTF8&ll=45.868975,13.53447&spn=0.261526,0.529404&t=k&z=11
I comuni di Monfalcone, Ronchi dei Legionari, Fogliano Redipuglia, Sagrado, Gradisca d'Isonzo, Farra d'Isonzo, Lucinico e Gorizia si sono ormai saldati per un'ininterrotta urbanizzazione lungo la strada di collegamento principale. I lacerti inedificati saranno riempiti da interventi di urbanizzazione "di completamento". Attualmente la direzione dell'urbanizzazione procede da Monfalcone verso Grado, come sempre iniziando dai lati della strada principale di collegamento. Secondo un interessante articolo del blog di Grillo, http://www.beppegrillo.it/2008/03/2001_odissea_ne.html#comments :
"Anno 2000: i Comuni possono spendere i soldi delle licenze edilizie SOLO a fronte di investimenti.
Anno 2001, ottobre: i Comuni sono autorizzati a spendere i soldi delle licenze edilizie per fare quello che gli pare, grazie al nuovo Testo Unico sull’edilizia.
Arriva il boom edilizio.
Anno 2000: 159.000 abitazioni costruite.
Anno 2007: 298.000 abitazioni costruite e 38.000 ampliamenti di abitazioni.
Le licenze raddoppiano in 7 anni, il territorio italiano viene cementificato da palazzine, nano grattacieli, hangar, seconde, terze, quarte ville, parcheggi, garage. I Comuni raddoppiano gli incassi senza alcun obbligo di destinazione d’uso. Hanno la licenza di uccidere il territorio."

Molti dei Comuni che ho nominato sono retti da amministrazioni di sinistra.
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16 luglio 2009
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