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contributo inviato da cerve87 il 29 luglio 2009
L'aula della Camera ha approvato la risoluzione di maggioranza presentata al Documento di programmazione economico-finanziaria relativo alla manovra di finanza pubblica per gli anni 2010-2013.

La risoluzione (targata Pdl-Lega) chiede impegni al governo per contenere il debito pubblico, per le infrastrutture per il Sud, per approvare entro novembre il ddl sulla riforma di bilancio.

Inoltre, si impegna l'esecutivo a trasmettere al parlamento le delibere del Cipe contenute nel Dpef.

Ma la risoluzione di maggioranza non è stata gradita dal Mpa: il Dpef "e' una lista della spesa fatta per il Nord", ha detto il capogruppo dell'Mpa alla Camera, Carmelo Lo Monte, spiegando che il suo gruppo, in segno di protesta, non ha partecipato al voto in aula. "Non hanno accolto la nostra risoluzione- dice Lo Monte- e in quella di Pdl e Lega non c'e' quello che ci aspettavamo".
L'Mpa ribadisce ancora una volta (dopo il non voto sulla fiducia e il primo via libera al decreto legge anti-crisi) la sua posizione critica verso la politica economica del governo. Ma oggi l'indice e' puntato anche contro i capigruppo parlamentari di Pdl e Lega. "Noi non abbiamo condiviso la stesura del Dpef-sottolinea- ma il colmo e' quando Cicchitto e Cota stilano la risoluzione di approvazione del Dpef senza ancora una volta consultarci e aggiungono al Documento di programmazione economica e finanziaria, che gia' e' freddo, non le soluzioni per i problemi del Sud, ma allegano quelle che secondo il governo sono le opere strategiche per il Paese. E guarda caso queste opere sono praticamente tutte situate nel centro nord, manca soltanto-aggiunge con sarcasmo Lo Monte- che venisse inserito il rifacimento del verde pubblico di Viale Manzoni a Milano". Il capogruppo Mpa alla Camera conclude: "Non e' un atteggiamento che abbiamo gradito perche' nello stesso giorno in cui il premier Berlusconi annuncia un piano per il Mezzogiorno contemporaneamente in parlamento la sua maggioranza approva un Dpef per il triennio 2010-2013 che e' una 'lista della spesa' per le opere del Nord. Mi chiedo a questo punto come Berlusconi possa fare un Piano Sud con questo Dpef".

Il ministro dell’economia Giulio Tremonti ha invece difeso l’operato dell’esecutivo dichiarando che l'Italia non e' in declino: “Il nostro sistema, all'interno del blocco europeo, tiene, ha detto Tremonti, intervenendo in Aula al Senato in sede di replica del Governo sul Dpef. "Ci e' stato detto troppe volte l'Italia e' in declino, l'Italia non cresce - ha detto Tremonti - e ci e' stato detto di prendere a modello quanto succedeva in altri Paesi che crescevano di piu' perche' avevano fatto le riforme strutturali". Ma secondo il ministro dell'Economia, "la crisi ha evidenziato che quella crescita non era il prodotto sostanziale e strutturale delle riforme, quella crescita era prodotta dalla leva e dalla droga del debito, da plusvalori immobiliari inventati, una cascata di fenomeni che a ovest e a est del blocco continentale europeo ha prodotto situazioni di crisi drammaticamente evidenti su tutto lo scacchiere.
Dall'Islanda alla Spagna, dal Baltico fino ai Balcani – ha aggiunto - l'area della crisi si manifesta con intensita' superiore a quella che si manifesta in Italia e negli altri Paesi del blocco continentali. Ci possono essere dei differenziali e ci sono: grandi Paesi hanno una caduta del Pil maggiore della nostra, ma - ha concluso Tremonti - fondamentalmente la grandezza di riferimento costituita dal blocco continentale europeo indica la tenuta del nostro sistema".

Fonte: L'Unità
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