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contributo inviato da verduccifrancesco il 30 luglio 2009
Da ByoBlu di Claudio Messora:
Esiste una cosa che si chiama European Publishers Council. E’ l’associazione degli editori europei, che cercano così di fare corpo per tutelare i propri interessi. Questi signori si sono recati dal Commissario per la Società dell’Informazione e dei Media al Parlamento Europeo, tale Viviane Reding, e le hanno consegnato un documento, chiamato per l’appunto Dichiarazione di Amburgo, dove tra le altre cose scrivono:Propugnamo con forza urgenti migliorie nella protezione della proprietà intellettuale in Internet - L’accesso universale ai siti web non significa necessariamente accesso gratuito. La dichiarazione di Amburgo.
Tutte e due le affermazioni sono vere e in modo particolare la prima; libertà di informazione significa dare la possibilità ad ognuno di divulgare, nel rispetto delle leggi, notizie nei modi e tempi che più ritiene opportuno, ciò non toglie la possibilità di farsi pagare e di difendere i propri diritti. Questo vale anche per internet, qualora una testata giornalistica decide di far pagare il proprio servizio deve essere libera di farlo, daltronde non mi risulta che i giornali cartacei vengano distribuiti gratis; riguardo all'accesso ad internet, c'è da dire che è già a pagamento attraverso l'abbonamento con i gestori delle comunicazioni (telecom,wind,ecc,).
Però sorge spontanea una domanda: perché gli editori chiedono al "commissario per la società dell'informazione e dei media" della UE misure per tutelarli?
La risposta non può che essere: con l'introduzione di internet, le notizie, oltre che viaggiare più rapidamente, vengono anche copiate, qualunque blogger può usarle per scrivere articoli e riimmetterle nel circuito attraverso i siti, blog e motori di ricerca (esempio di motore di ricerca: Wikio é un motore di ricerca di news diretto dai propri utenti!Sorveglia, in tempo reale, migliaia fonti d'informazione, estrae in tempo reale le agenzie e le classifica tematicamente per poi archiviarle in un database di milioni di documenti. L'archiviazione degli articoli si basa sulla pertinenza delle notizie e della popolarità di queste espressa dai lettori che votano, commentano o che scrivono a loro volta degli articoli. Ad oggi, la versione italiana di Wikio raccoglie le notizie a partire da 2000 fonti d'informazione in continua crescita, grazie anche alla segnalazione dei propri utenti.)
dando modo a milioni di persone di venirne a conoscenza senza aprire il sito dove la notizia è stata data inizialmente. Dato che l'editoria giornalistica on line basa le entrate sulla pubblicità, ci porta a considerare che le testate giornalistiche, pur continuando a svolgere il loro lavoro di informazione, stiano perdendo in entrate e dato che sempre più utenti usano internet per informarsi, col tempo, la stampa cartacea d'informazione, andrà a scomparire. Da qui la necessità, per l'editoria, di chiedere misure per tutelarsi.
Se consideriamo che l'informazione dei motori di ricerca si basa anche sull'editoria tradizionale, è ovvio supporre che essa tenda a sviluppare delle difese, d'altronde, "stampare" un quotidiano, oltre che ai mezzi meccanici è necessario avere a disposizione una struttura organizzativa non indifferente, e tale strttura include anche il giornalista. Pensare che, sia il blogger, che il quotidiano on line - che si avvale di giornalisti free lance e di privati cittadini per i suoi articoli, ma che manca di una struttura organizzativa in grado di reperire le notizie in loco in tempo real. Per fare ciò, un blogger o una testata basata sul volontariato di chi scrive, dovrebbe dedicare la vita al mestiere di giornalista e, di conseguenza, reperire i soldi sia per svolgere il prorio lavoro sia per vivere.
Dunque, l'editoria "di mestiere" ha necessità di reperire i soldi per esistere, l'informazione alternativa dei blog ha bisogno dell'editoria "di mestiere", questo significa che la prima non può scomparire, pena, la scomparsa di una informazione completa.
Perciò è sbagliato focalizzare l'attenzione sulle azioni dell'editoria "di mestiere" miranti a difendere i propri interessi, è risaputo che tali organismi, progressisti che siano, dipendono sempre dalle leggi di mercato.
Pensare di avere l'informazione gratis, è fuorviante, dal momento che nel contesto economico capitalista, tutto viene ricondotto a termini economici.
L'attenzione, casomai, va focalizzata sulla possibilità che l'informazione alternativa non venga limitata attraverso leggi "bavaglio"; esistono, nella rete, testate giornalistiche nate on line e gestite da volenterosi ma anche da giornalisti free lance. E' su queste testate, e sui blog individuali, che bisogna focalizzare l'attenzone, evitare che vengano impedite nella loro opera di informazione libera.
Mantenendo questa libertà si possono ottenere due risultati: controllare, attraverso un costante lavoro di critica, l'editoria "di mestiere" e impedire che le notizie rimangano nell'oblio.
Fino ad oggi, l'informazione è partita sia da fatti visti o vissuti direttamente, ma anche da fatti tratti dalla cronaca dell'editoria "di mestiere", copiando e criticando non solo l'evento in se, ma anche il modo di dare la notizia.
Sono convinto che la strada giusta sia questa anche perché, diciamocelo chiaro, qualora l'editoria "di mestiere" scomparisse, rinascerebbe per necessità intrinseca intrinseca ad essa.





TAG:  GIORNALISMO  EDITORIA  INFORMAZIONE ALTERNATIVA  POLITICA DELL'INFORMAZIONE 

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