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contributo inviato da Parola Mia il 20 luglio 2009

Il problema vero, uno dei tanti,  é che quando arriva il momento di passare dagli enunciati generici alle soluzioni dettagliate, le cose si fanno estremamente complesse.

Propongo qualche riflessione sul fronte della fiscalitá:

1) La pressione fiscale attuale nel suo complesso e giá oltre i limiti della sopportazione e, sopratutto, l'uso che viene fatto delle risorse raccolte é cosí inefficiente (quando non criminale, ma questo lasciamolo ai giudici) da far venire seri dubbi sull'utilitá di aumentare i soldi a disposizione di chi ci governa a tutti i livelli prima di aver risolto il "piccolo problema" di come controllare efficacemente chi, come, per cosa ed assumendosi quali responsabiltá, li spende.

2) Quindi qualsiasi recupero di entrate sul fronte dell'evasione fiscale e della riduzione di sprechi (e furti a man bassa) nell'ambito della spesa pubblica dovrebbe essere interamente ed esclusivamente dedicato a riequilibrare la forbice sociale:
La gran parte (70% almeno) di quanto effettivamente si riuscisse a recuperare si dovrebbe usare per diminuire  la pressione fiscale su chi le tasse non ha mai potuto fare meno di pagarle, quindi mettere con decisione "le mani in tasca" ai lavoratori dipendenti per restituirgli almeno in parte quanto gli é stato, da sempre, ingiustamente sottratto.
Il restante si potrebbe destinare al fondo per gli ammortizzatori sociali in modo da garantire una protezione dignitosa a chiunque perda il lavoro o la sua piccola attivitá.

3) Gia rendendo ben chiaro a tutti il punto 2 io credo, od almeno spero, che una parte dell'evasione fiscale si potrebbe recuperare in maniera "semi-spontanea", intendo dire che se un lavoratore dipendente avesse la certezza che chiedere quello scontrino fiscale in piú significherebbe aumentare il suo reddito netto a fine mese, invece che far ingrassare qualche corrotto con un appalto per l'ennesima opera inutile,  quello scontrino lo chiederebbe, forse, piú spesso e volentieri.
E magari anche dall'altra sponda, cioé dalla parte di chi gli scontrini li emmette, si potrebbe far strada l'idea che, se il suo maggiore apporto fiscale é destinato veramente a qualcosa di giusto ed anche, in parte, a garantire la sua sicurezza e dignitá in caso di crisi, valga la pena emetterlo quelllo scontrino, anche prima che te lo chiedano.

4) Per il resto, laddove non arrivassse il concetto della convenienza reciproca, si dovrebbero mettere in opera alcuni provvedimenti aggiuntivi:
Mai piú condoni, di nessun tipo e per nessuno.
Abbattimento semi totale della burocrazia preventiva, la regola base dovrebbe essere "fiducia nel cittadino"; peró tutte le risorse umane ed economiche che si liberano dall'eliminazione dei lacci burocratici si dovrebebro concentrare su di un unico obiettivo:
stanare e castigare chi di tale fiducia fa mal uso, ovvero rompere assai meno le scatole alla maggioranza onesta dei cittadini, per dedicare la massima attenzione a quella minoranza che si crede piú "furba".

Sono ancora concetti assai generici e sicuramente vi sono soluzioni migliori, mi farebbe piacere intercambiare idee ed anche capire, perché onestamente non mi é chiaro, quale sia la linea dei vari canditati alla segreteria a questo riguardo.

TAG:  FISCO  FINANZA  GIUSTIZIA FISCALE 

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commenti a questo articolo 0
commento di Parola Mia inviato il 21 luglio 2009
Le entrate fiscali totali sono un dato che, almeno credo, dovrebbe essere abbastanza certo.

Anche, suppongo, la divisione di tali entrate in macro settori tipo:

IRPEF da lavoro dipendente
IRPEF da lavoro autonomo
IVA
etc....

Quindi dovrebbe essere possibile e neanche tanto difficile tecnicamente predisporre un meccanismo tale da mettere in relazione inversamente proporzionale le entrate di un settore rispetto a quelle di un'altro.

Banalizzando a puro titolo di esempio:

se le entrate dal settore "lavoro autonomo" in un periodo determinato aumentano del X% con riferimento ad una base iniziale (che potrebbe essere l'attuale), allora tale importo aggiuntivo viene redistribuito a favore del settore "lavoro dipendente" sotto forma di una detrazione d'imposta da applicare direttamente sulla busta paga.

Ovvero si potrebbe inserire nella busta paga dei lavoratori dipendenti un coeficiente variabile di "Riequilibrio Fiscale" che in funzione dell'andamento del recupero delle entrate da altri settori agisca diminuendo proporzionalmente il prelievo fiscale su tale settore.

Poi, come espresso nel mio primo post, non necessariamente si dovrebbe redistribuire direttamente nelle buste paga, il 100% di quanto recuperato ma si potrebbe destinare una parte per altre provvedimenti a favore della giustizia sociale, come ad esempio al fondo per gli ammortizzatori sociali.

Una volta poi che la forbice fiscale si fosse ragionevolemente riequilibrata,
sarebbe quindi possibile destinare ulteriori recuperi di gettito ad altre finalita, includendo anche ed eventualemente un meccanismo similare da applicare al lavoro autonomo ed alle imprese (ovvero restituire parte del gettito aggiuntivo sotto forma di detrazioni fiscali per chi investe o di credito altamente agevolato per ch vuole iniziare una attivitá).


Mi scuso per eventuali imprecisioni o palesi castronerie,
non sono un esperto in fisco o finanza pubblica,
commento di Corrado1963 inviato il 21 luglio 2009
Dovremo esaltare molto di più il tema della lotta all'evasione fiscale, si tratta di una delle maggiori ingiustizie del nostro sistema.

Fino ad ora anche dalla nostra parte non si è capitalizzato abbastanza consenso su questa battaglia che, se condotta con trasparenza e determinazione, dovrebbe trovare il consenso e l'appoggio convinti di oltre l'80% della popolazione.

Mi viene da chiedermi come mai, nonostante le politiche dei condoni dei governi berlsconi e tremonti, la gente non ha premiato la politica più rigorosa del centrosinistra degli anni passati?

Per evitare di non farci trovare pronti la prossima volta che il paese ci chiederà di occuparci del suo governo, proviamo a a capire questi perchè e ad organizzarci di conseguenza.

Proviamo a vedere le possibili cause:
1) le conseguenze della lotta all'evasione non si sono viste nelle tasche dei contribuenti onesti, ossia la lotta all'evasione non ha prodotto effetti tangibili
2) non è stato chiaro l'ammontare del risultato raggiunto, c'erano troppe voci discordanti, non c'era una trasmissione in cui maggioranza e opposizione fornissero il medesimo numero

Se l'analisi è corretta, allora i rimedi sono abbastanzi chiari:
1) destinare il recupero dell'evasione fiscale direttamente alla riduzione delle tasse di tutti i contribuenti. Una volta all'anno comunicare in maniera chiara i risultati raggiunti ed i benefici portati ai "pagatori di tasse". Ad esempio si potrebbe introdurre un "tax day" in cui chi è al governo riporti i risultati dell'attività svolta e le conseguenze che ne derivano per tutti i cittadini a partire dal giorno dopo.
2) istituire un metodo chiaro e trasparente per la misurazione della quantità di evasione fiscale effettivamente riscontrata e riscossa. Questa misura dovrà costituire il metro con cui tutte le fore politiche accettano di confrontarsi.
Non possiamo continuare a fare delle corse dove ognuno mette la striscia dell'atrrivo dove gli pare
commento di Corrado1963 inviato il 21 luglio 2009
Dovremo esaltare molto di più il tema della lotta all'evasione fiscale, si tratta di una delle maggiori ingiustizie del nostro sistema.

Fino ad ora anche dalla nostra parte non si è capitalizzato abbastanza consenso su questa battaglia che, se condotta con trasparenza e determinazione, dovrebbe trovare il consenso e l'appoggio convinti di oltre l'80% della popolazione.

Mi viene da chiedermi come mai, nonostante le politiche dei condoni dei governi berlsconi e tremonti, la gente non ha premiato la politica più rigorosa del centrosinistra degli anni passati?

Per evitare di non farci trovare pronti la prossima volta che il paese ci chiederà di occuparci del suo governo, proviamo a a capire questi perchè e ad organizzarci di conseguenza.

Proviamo a vedere le possibili cause:
1) le conseguenze della lotta all'evasione non si sono viste nelle tasche dei contribuenti onesti, ossia la lotta all'evasione non ha prodotto effetti tangibili
2) non è stato chiaro l'ammontare del risultato raggiunto, c'erano troppe voci discordanti, non c'era una trasmissione in cui maggioranza e opposizione fornissero il medesimo numero

Se l'analisi è corretta, allora i rimedi sono abbastanzi chiari:
1) destinare il recupero dell'evasione fiscale direttamente alla riduzione delle tasse di tutti i contribuenti. Una volta all'anno comunicare in maniera chiara i risultati raggiunti ed i benefici portati ai "pagatori di tasse". Ad esempio si potrebbe introdurre un "tax day" in cui chi è al governo riporti i risultati dell'attività svolta e le conseguenze che ne derivano per tutti i cittadini a partire dal giorno dopo.
2) istituire un metodo chiaro e trasparente per la misurazione della quantità di evasione fiscale effettivamente riscontrata e riscossa. Questa misura dovrà costituire il metro con cui tutte le fore politiche accettano di confrontarsi.
Non possiamo continuare a fare delle corse dove ognuno mette la striscia dell'atrrivo dove gli pare
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12 febbraio 2008
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