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contributo inviato da Francesco Zanfardino il 19 luglio 2009

                                             

Diminuiscono i bocciati. Sia nei primi quattro anni delle superiori, sia alle medie. Tutto il contrario di quello che certificavano gli "exit poll" del Ministero dell'Istruzione, che prevedevano un boom di bocciati sia alle superiori che alle medie. E fin qui niente di grave, anche per la Gelmini, può sempre dire che la qualità dei ragazzi sia migliorata, addirittura ben oltre le previsioni, e che lo sia grazie alla sua "scuola del rigore". Oppure potrebbe dire che sono ancora gli effetti di quel "comunista" di Fioroni (seh, comunista...). E viva la Gelmy.

Il problema, però, è che, all'uscita degli "exit poll", la Gelmini dichiarò: "Non è mai bello quando un ragazzo perde l'anno, però certamente penso che il ritorno alla scuola del rigore, dell'impego e della serietà sia una buona notizia per il Paese: la meritocrazia è la più alta forma di democrazia. La scuola buonista del '68 è stata archiviata".

Non so da voi, ma dalle mie parti si direbbe che la Gelmini ha fatt 'na granda figur e m****. Spero lo ammetta, magari non usando questi volgari napoletanismi, ma mi sa che seguirà le orme dello zio (Silvio): "sono stata fraintesa", "tutta colpa dei comunisti", eccetera eccetera ... ammesso che i vari Tg che ne ripresero trionfanti le improvvide dichirazioni siano altrettanto solerti nel chiederle spiegazioni. Mi sa di no.

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