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contributo inviato da cerve87 il 19 luglio 2009

di ELENA DUSI

Guerra di cifre sulla pandemia "Si è perso il conto dei malati"
ROMA - "Non mandateci più dati. Il virus H1N1 ormai circola troppo rapidamente per poter essere contato". Anche l'Organizzazione mondiale della sanità ha finito con l'allargare le braccia, invitando i paesi del mondo a segnalare a Ginevra solo i casi gravi e i decessi causati dalla nuova influenza. La comunicazione diffusa gioved' dall'Oms ai paesi membri è la conferma che di fronte a H1N1 il balletto delle cifre non ha mai smesso di oscillare, e il quadro dell'infezione nel mondo continua a restare troppo sfocato per consentire scelte politiche affidabili.

A prendersi la briga di calcolare tutte le incongruenze nelle statistiche è stato un articolo apparso sul British Medical Journal. I ricercatori dell'Imperial College di Londra fanno notare che un enorme numero di persone contagiate dal virus non è stato conteggiato perché aveva sintomi a malapena percettibili. Anche alcuni decessi causati apparentemente da infarti o arresti cardiaci dovrebbero in realtà essere attribuite alla nuova influenza.

Il virus potrebbe infatti esser stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso in persone dalla salute già compromessa. Né ci si può aspettare che gli ospedali dei paesi più poveri siano capaci di isolare il virus responsabile di ciascun decesso. E non si comprende nemmeno, prosegue lo studio, perché il tasso di mortalità di H1N1 in Messico (119 decessi su 10.292 contagi) sia triplo rispetto a quello riscontrato negli Stati Uniti (dove il nuovo virus non ha fatto più vittime di una normale influenza stagionale) mentre in Europa si calcola un numero di vittime ancora più basso rispetto alle persone contagiate.

Da questa incertezza delle cifre nascono le dichiarazioni contraddittorie delle ultime settimane: dapprima l'Oms ha annunciato l'arrivo del vaccino per agosto, poi si è accorto del ritardo e ha rimandato l'appuntamento all'autunno. La Gran Bretagna prevede per il mese di agosto (in base a modelli piuttosto allarmistici) un numero di contagi pari a 100mila al giorno.

Mentre l'Oms stima in meno di 100mila i casi nel mondo, i Centers for disease control americani calcolano che i malati siano già più di un milione. In Italia la settimana scorsa le autorità sanitarie hanno diffuso stime sulle possibili vittime che da un giorno all'altro sono oscillate tra 2.500 e 25mila. Ieri infine il viceministro della Salute Ferruccio Fazio ha fatto sapere che i contagi a settembre potrebbero raggiungere il picco di 13 milioni. Ma in una simile babele di statistiche, è difficile capire che attendibilità possano avere queste previsioni.

La mancanza di dati certi è tanto più pericolosa in quanto H1N1 potrebbe mutare improvvisamente e acquisire quella patogenicità che finora non ha avuto. E di fronte a un salto di qualità della pandemia, l'unica arma di difesa è la capacità di rendersene conto subito per prendere le necessarie contromisure. È la stessa nota di giovedì dell'Oms a segnalare che ci troviamo in una situazione non particolarmente grave, ma comunque senza precedenti e meritevole di ogni attenzione: "La nuova influenza si è diffusa nel mondo intero a una velocità mai vista prima. Nelle pandemie del passato i virus impiegavano almeno sei mesi per diffondersi nel mondo, mentre a H1N1 sono bastate meno di sei settimane".

"La rapidità con cui H1N1 si sta diffondendo non deve comunque spaventarci" fa notare Guido Antonelli, che insegna virologia all'università di Roma La Sapienza. "Spesso infatti esiste un rapporto inverso fra la capacità di trasmissione di un virus e la sua pericolosità. Prendiamo il caso della nuova influenza, che provoca solo sintomi leggeri, ha un andamento assolutamente benigno negli individui sani e raramente impone di stare chiusi in casa a curarsi. Il ministero nelle sue linee guida prevede dei controlli sul virus solo se la febbre supera i 38 o 38,5 gradi. Tutti gli altri contagiati continuano ad andare al mare, al cinema o al ristorante, perché a malapena si accorgono di essere malati".

La mitezza dei sintomi di H1N1 è un'altra ragione dell'inaffidabilità delle statistiche. Attualmente la mortalità calcolata per il virus è di 5 decessi ogni mille contagiati (paragonabile a quello dell'influenza stagionale, almeno nei paesi occidentali dove vaccinazione e cure sono disponibili per tutti). Ma il fatto che molti malati sfuggano al conteggio suggerisce una diffusione del virus maggiore rispetto a quella misurata, e quindi una mortalità relativa ancora più bassa. Come accorgersi però di un eventuale aumento dei decessi, in mancanza dei dati mondiali dell'Oms, è una domanda destinata a restare aperta.

Fonte: Repubblica
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