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contributo inviato da cerve87 il 17 luglio 2009
di Il congiurato

Ieri è stata una giornata dura per il capogruppo del Pdl alla Camera Fabrizio Cicchitto. Un ruolo importante il suo: guidare 271 deputati è qualcosa che nemmeno i leader democristiani si potevano permettere. Ma bisogna conoscere bene i regolamenti, essere sempre aggiornati sull’iter delle leggi e, comunque, avere contezza della cronaca parlamentare. Almeno quella più rilevante. D’altra parte, la promulgazione con messaggio del ddl sicurezza da parte del Presidente della Repubblica ieri era la notizia del giorno.

Il presidente della Camera Fini ha aperto la conferenza dei capigruppo, ha chiosato la missiva presidenziale definendola «politicamente incisiva» e ha chiesto a governo e maggioranza di farsi carico dei rilievi del Colle. Un invito fatto proprio da tutti i rappresentanti dell’opposizione presenti nella biblioteca del presidente. Grande attesa dunque per quel che avrebbe detto proprio Cicchitto. Gli sarebbe bastato dichiarare qualcosa di simile a quanto più tardi ha detto dall’Aquila Silvio Berlusconi: «Terremo conto dei rilievi di Napolitano».

E invece no. Cicchitto è andato oltre. Ha annunciato che, nell’imminente esame del ddl sicurezza da parte del Senato sarebbero stati accolti i rilievi del Capo dello Stato. Qualcuno dei presenti ha cominciato a sorridere. Fini allora ha chiesto al capogruppo del Pdl di spiegare quel che aveva appena detto. E Cicchitto ha insistito: adesso che il provvedimento torna in Senato potremo accogliere nei limiti del possibile i rilievi del Quirinale. «Sveglia, il ddl è stato promulgato!» deve aver detto qualcuno. L’ilarità a quel punto ha contagiato tutti i presenti, tranne Cicchitto, che non capiva, e tranne il presidente Fini che, invece, aveva capito benissimo. Per fortuna il ministro Elio Vito, super esperto di riunioni di capigruppo, ha prontamente dato l’interpretazione autentica del Cicchitto pensiero: Fabrizio vuole dire che il governo in sede di regolamenti di attuazione si farà carico delle cose dette da Napolitano. Finisce la capigruppo, Cicchitto torna in ufficio e trova una dichiarazione di Carlo Taormina, ex deputato di Fi, che gli dà del piduista inesperto di politica, «diventato capogruppo come la Carfagna ministro».

Tratto da L'Unità
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