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contributo inviato da rudyfc il 16 luglio 2009


Ecco il testo di un appello lanciato da alcuni giovani dirigenti siciliani del Partito democratico (Massimiliano Lombardo, Peppe Provenzano, Luca Spataro). Penso sia un buon punto di partenza per iniziare a riflettere su quello che il Pd, e il Pd siciliano in particolare, vuole essere nei prossimi anni, prima di impiccarsi su inutili e controproducenti discussioni sulle alleanze.

Guardare al quadro politico siciliano di oggi non lascia ben sperare per il futuro della Sicilia. Il dramma della politica di terra nostra è che non si fanno mai bilanci. Dopo 10 anni di governo del centrodestra, nelle sue varie forme, i risultati sono imbarazzanti al fronte di miliardi di euro di spesi.

Se guardo a Lombardo, osservo che in cinque anni di “irresistibile ascesa” l’unica cosa che è riuscito a realizzare è un partito quando era presidente della provincia etnea e l’embrione di uno nuovo da presidente della regione. Non un centimetro di strada, di banchina portuale, di strada ferrata, il nulla all’ennesima potenza. Se guardo a Cuffaro vedo il fallimento degli anni precedenti e le occasioni perse della programmazione europea 2000-2006.

Non c’è uno straccio di programmazione e manca visione strategica. In tutto il resto del mondo i partiti sono mezzi per governare e realizzare progetti, in Sicilia e per Lombardo, il governo è un mezzo per realizzare partiti, per gonfiarli grazie all’uso spregiudicato della cosa pubblica.

Di fronte a questo spettacolo triste, con un governo regionale che dopo un anno perde pezzi della sua maggioranza, che mette in campo una giunta che non pare adeguata alla sfide della Sicilia, poiché al di là di qualche operazione di facciata, la vera cifra è rappresentata dall’occupazione degli “assessorati di spesa” da parte degli uomini del presidente e dal recupero di un paio di “trombati eccellenti” delle europee.

Tutto questo offre una grande opportunità al Partito democratico siciliano, a patto che sappia uscire dalle secche in cui è stato trascinato da 20 mesi senza linea politica, senza visione strategica, senza un progetto chiaro di radicamento nella società. Nel partito siciliano è giunto il momento di provocare una forte scossa che rimetta al centro della nostra azione la Sicilia e i suoi interessi. In poche parole né con Lombardo, né con Cuffaro, ma con la Sicilia.

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