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contributo inviato da stefano menichini il 15 luglio 2009
La linea di Di Pietro, che lo conferma come soggetto poco frequentabile, è da un anno di attacco frontale a Napolitano. I suoi toni sono sempre più estremi. Anche negli ambienti democratici c’erano però ieri dubbi, sulla lettera con la quale il capo dello stato ha accompagnato la promulgazione della legge omnibus sulla sicurezza.
Prima di conoscere l’intero testo della lettera, colpiscono gli appunti di «poca omogeneità con l’ordinamento e il sistema penale vigente» e la manifestazione di «perplessità e preoccupazione». Il capo dello stato si confessa non in grado di fermare il provvedimento secondo le proprie prerogative, decidendo però di esercitare sulla futura azione legislativa una pressione esplicita, ben oltre la tradizionale moral suasion.
Agli estremisti critici del Colle occorre ricordare che è solo merito di Napolitano – e di una pressione esercitata a suo tempo in modo più indiretto, insieme a Fini – se il pacchetto sicurezza non contiene nella parte sull’immigrazione le aberrazioni su medici e presidi spia: l’opposizione parlamentare aveva fatto il proprio dovere (come ha fatto sull’intera legge), ma il risultato concreto era stato zero.
Ora la stessa situazione si prospetta riguardo allo status di badanti e colf, all’attuazione delle norme sulle ronde e ad altri punti controversi della pessima legge Maroni.
Piaccia o no, questo è un dato del quadro politico. Napolitano esercita di fatto una funzione supplente. L’ha svolta alla vigilia del G8 (e perfino durante il G8) nei confronti del governo, offrendo dell’Italia l’immagine accettabile che Berlusconi non poteva assicurare. La svolge ora riequilibrando, con gli strumenti a disposizione, l’impotenza dell’opposizione, ma anche interpretando un pensiero forte esterno al parlamento: della chiesa, dell’associazionismo, delle categorie professionali, delle organizzazioni internazionali.
Si dirà che non è il suo mestiere. Ci si chiede allora come stia cambiando, il mestiere di capo dello stato, e perché Napolitano debba arrivare a tanto.
Noi, non dimentichi di aver ballato per un paio di mesi sull’orlo della crisi morale e politica del governo e dell’intero sistema, questo presidente ce lo teniamo stretto esattamente così com’è.

TAG:  NAPOLITANO  DI PIETRO  MARONI  SICUREZZA  IMMIGRAZIONE 

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