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contributo inviato da cerve87 il 15 luglio 2009
Un quadro pessimo, con poche luci, nonostante la vocazione all'ottimismo del governo Berlusconi-Tremonti. Pil di quest'anno a -5,2%, deficit pubblico al 5,3. Speranze di ripresa, legate ai segnali non negativi delle ultime settimane, rinviate al 2010, dove il governo prevde un più 0,5. Dice questo il Documento di programmazione economica e finanziaria (Dpef) che domani sarà sottoposto al Consiglio dei ministri.

Secondo Tremonti per l'economia mondiale e per quella italiana ci sono microsegnali buoni, le tensioni sui mercati finanziari si sono gradualmente allentate. L'incertezza sulle prospettive economiche rimane elevata, ma si sta evidenziando un'attenuazione delle spinte recessive. Per questo in varie sedi e forme si ipotizza la ripresa dal 2010".

Quanto ai conti pubblici, il Dpef prevede che il deficit pubblico si attesti quest'anno al 5,3% per poi scendere al 5,0% nel 2010. Ma secondo Tremonti il dato migliora di molto se si considera il valore al netto delle misure una tantum e della componente ciclica, cioè dell'andamento dell'economia: il deficit strutturale si attesta infatti al 3,1% nel 2009 e al 2,8% nel 2010. Il debito si attesterà al 115,4% nel 2009 per poi crescere oltre il 118% nel 2010. Una valutazione che non tiene conto della realtà della crisi e del suo perdurante effetto sulle entrate. La valutazione sul punto, non a caso, è diversa da quella di Bankitalia e anche degli altri osservatori.

All'incontro con le parti sociali a Palazzo Chigi, il ministro dell'Economia Giulio Tremonti ha sottolineato che "questo è l'ultimo Dpef di questo governo" e che l'azione dell'esecutivo si concentra su tre obiettivi: tenuta strutturale dei conti pubblici, coesione sociale attraverso gli ammortizzatori sociali e liquidità alle imprese, a partire da quelle piccole e medie. 

''L'evasione fiscale - ha aggiunto il titolare del Tesoro - si contrasta con l'azione degli enti locali''. E in ogni caso ''si vince e si perde sul terreno del federalismo''.

Cresce l'attesa per il tema pensioni e lo scudo fiscale. Il governo vuole portare l'età pensionabile delle donne nel pubblico impiego a 65 anni. Epifani è furibondo: «il governo non ci ha detto nulla sulle pensioni e sullo scudo fiscale: è inammissibile».  «Sono due temi - aggiunge - di cui parla tutto il paese e il governo non ci ha detto nulla». Epifani si chiede inoltre: «lo scudo fiscale cos'è? Tornano i soldi e non si chiede nulla? Un modo, ancora una volta, per dare una mano ai grandi patrimoni?». E conclude: «ho chiaro, invece, che sul fisco ci hanno detto che, ancora una volta, non c'è nulla per i lavoratori dipendenti e i pensionati».

Commenta Bersani sui conti:  «I conti pubblici sono di nuovo nei guai».  «Il governo - ha spiegato a Bologna - ha fatto le penne di
pavone sulla messa in sicurezza dei conti, abbiamo sentito spargere incenso, ma ora siamo di nuovo nei guai, per il deficit, per l'aumento della spesa corrente e per le entrate. La spesa corrente non è sotto controllo perchè i tagli non hanno funzionato, le entrate calano non solo in proporzione all'attività economica, il deficit cresce. La finanza pubblica è in squilibrio senza aver dato niente all'economia».  Aggiunta: I dati segnalati nel Dpef dal ministro Tremonti «sono gli stessi dati forniti dalla Banca d'Italia, da Confindustria e dalla Bce che Tremonti aveva dichiarato essere allarmistici e li aveva negati. Adesso li scrive tranquillamente. Spero che qualcuno lo noterà, ma sono sicuro che nessuno lo dirà».

Fonte: L'Unità

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