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contributo inviato da Edocapulli il 14 luglio 2009

La home page del PD è diventata l'agenda personale del candidato BERSANI. E' lui poi che da Milano detta le condizioni per la partecipazione dei giovani nel partito. Parla di giovani amministratori, non di nuovi soggetti, parla di selezione a partire dal territorio, non di rimescolamento con la società civile. Ma a chi sono utili questi meccanismi di selezione attentamente studiati? Credo che il parito sia di Bersani e degli apparati storici che lo sostengono, esattamente allo stesso modo in cui deve essere degli elettori e degli iscritti. Lo dice lo statuto, lo dicono gli avvilenti risultati degli ultimi anni, lo dice il buon senso. Che poi le regole di selezione le detti uno degli Oligoi oramai storici del PD, la dice lunga sulla reale applicazione del termine DEMOCRATICO nei meccanismi di scelta.

Non credo che sia utile fare del rinnovamento una semplice questione anagrafica. In questo modo dovremmo piuttosto parlare di arruolamento, sapendo che i giovani sono meno esperti e più addomesticabili, specie se interessati ad avviarsi ad una vita in politica. Non saprei che farmene di molti dei giovani che scalpitano per salire sul carrozzone del potere, poveri di esperienza ma ricchi di ambizioni. Credo invece sia utile ed intelligente cercare di stimolare la vera partecipazione degli italiani, giovani o meno, che si siano impegnati con successo nel paese e che abbiano, in virtù di questo, un'esperienza da mettere al servizio del paese.

La voglia di concretezza degli italiani alle urne la conosciamo. E' tristemente ben superiore al loro naturale desiderio di moralità nei pubblici rappresentanti. Credo che pochi si lascino abbindolare da schiere di giovanotti e ragazzine che rigidamente inquadrati nelle schiere di un partito, indichino saccentemente a tutti la via giusta da seguire. Acca' nisciunu è fesso, direbbero dallo splendido golfo di Salerno da dove scrivo. Torniamo alla concretezza ed al coraggio di lanciarsi nelle cose giuste, senza paracadute.

Una parola sulla questione morale lanciata forse in modo inappropriato da Ignazio Marino. L'avrà detto male e sarà certamente intervenuto a sproposito ma il problema esiste. Il codice etico dice cose evidentemente disattese. Perchè non mi sorprende poi tanto la reazione forte dell'apparato del partito?

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