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contributo inviato da team_realacci il 15 luglio 2009

Minaccia clima sul Mediterraneo, crisi globale da riscaldamento e dieci anni di tempo per fermare l'aumento della febbre del Pianeta. Tutto questo con una nuova consapevolezza da parte degli scienziati: l'obiettivo fissato dal G8 dell'Aquila di mantenere l'innalzamento della temperatura globale entro i 2 gradi centigradi "probabilmente non si riuscirà a raggiungerlo ma è importante che la politica abbia segnato in maniera chiara un limite".

I DISTINGUO DI PRESTIGIACOMO. Da qui la necessità di una "sfida globale", ha detto il ministro dell'Ambiente, Stefania Prestigiacomo, che preveda "responsabilità comuni ma differenziate" nel contesto "di un nuovo ordine mondiale dell' economia, aperta, sostenibile e giusta come indicato dalla dichiarazione dell'Aquila". Questi gli scenari tracciati a Venezia nell'ambito dell'incontro di 200 scienziati di tutto il mondo riuniti fino a venerdì 17 luglio sull'Isola di San Giorgio Maggiore, alla Fondazione Cini, per decidere i contenuti del quinto Rapporto di valutazione sui cambiamenti climatici dell'Ipcc (il panel intergovernativo sui cambiamenti climatici) che vedrà la luce entro il 2014 (il primo volume nel 2013 e il terzo e quartoo volume più il rapporto di sintesi nel 2014). Simbolica la sede dell'incontro: Venezia e la sua Laguna già citati nell'ultimo Rapporto Ipcc del 2007 nel capitolo delle zone a rischio scomparsa per l'innalzamento del livello del mare. E sull'Isola di San Giorgio Maggiore nascerà il centro mondiale di ricerca con 100 esperti da tutto il mondo. Tanto più che il Mediterraneo sta soffrendo più di altre zone dello stress climatico. "Ci ricordiamo un clima più stabile - ha detto Prestigiacomo - invece abbiamo la sensazione di vivere in un clima tropicale. Tutto questo va studiato".

OBIETTIVO 2 GRADI: Dieci anni di tempo per fermare a 2 gradi la soglia di aumento della temperatura, l'obiettivo del G8 dell'Aquila, ma, ha detto Carlo Carraro, unico italiano nel comitato esecutivo dell'Ipcc, le possibilità di uno stop di aumento di 2 gradi "sono limitate", è ipotizzabile invece un aumento di 2,2-2,3 gradi. Quindi gli Usa: "A Copenaghen devono arrivare con la legge anti-CO2 approvata dal Senato per avere risultati concreti". La soglia dei 2 gradi è fondamentale perché oltre questa soglia aumenteranno siccità, fame, estinzione di specie. "È stata comunque fissata un'asticella ed è molto utile avere un limite definito su cui lavorare" ha detto Antonio Navarra, Presidente del Centro Euro-Mediterraneo per i Cambiamenti Climatici (Cmcc) mentre per Riccardo Valentini (Cmcc/Università della Tuscia) molta attenzione sarà posta sulla necessità di "ridurre l'incertezza delle previsioni climatiche e nell'aumentare il focus su alcune regioni, come il Mediterraneo".

OLTRE KYOTO: Il lavoro preparatorio per il 5/o rapporto Ipcc "sarà forse più importante del rapporto stesso perché - ha detto il ministro Prestigiacomo - già tra tra il 2010 e il 2012 i governi e le nazioni unite avranno bisogno di indicazioni scientifiche e valutazioni aggiornate". Secondo il ministro "dobbiamo evitare di ripetere l'errore del Protocollo di Kyoto che ha indicato obiettivi di riduzione delle emissioni senza definire le misure globali e condivise necessarie per raggiungere gli obiettivi". Il Presidente dell'Ipcc, l'indiano Rajendra K. Pachauri, si è detto "ottimista" sulla Conferenza Onu di Copenaghen il prossimo dicembre, sottolineando però che i Paesi industrializzati devono essere "da esempio". E sul ruolo del suo Paese: "L'India prende seriamente la questione del cambiamento climatico".

Fonte: La Nuova Ecologia
14 luglio 2009

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