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contributo inviato da verduccifrancesco il 9 luglio 2009
Leggo su il Secolo xIx della condanna a 3 anni di carcere, il minimo consentito dalla legge,per rapina impropria, per aver rubato un pacchetto di wafer da 1 € e 29 centesimi in un supernercato discount di Melito in provincia di Napoli.
La condanna è stata possibile grazie alla legge Cirielli, che a comportato un giro di vite ai recidivi e che non consente, in questi casi, di concedere le attenuanti (generiche e danno lieve) prevalenti.

Mi chiedo: con quale coraggio il giudice ha potuto emettere una pena cosi "pesante" per il furto di un oggetto di cosi poco valore? Credo che la risposta sia semplice: dare un esempio a quanti, pur non avendo altro modo di sopravvivere, non si lasciano comunque attrarre dalla mafia.
Non conosco la persona, e l'articolo non entra nei particolari riguardanti la sua vita; ritengo però che, in situazioni estreme, come quella del sud Italia, dove lo sviluppo economico viaggia con diverse marce in meno rispetto al nord, la possibilità di cadere in tentazioni come la droga e pertanto alienarsi dalla società, siano molto più forti che altrove. 
Il non considerare certe situazioni implica una totale mancanza di volontà nel porsi semplici domande quali: perché una persona ruba? perché una persona, invece di chiedere aiuto, si estranea dalla società? perché, in caso di disagio sociale, una persona, invece di rivolgersi alla propria famiglia o alle istituzioni presenti, cerca soluzioni che lo portano a comportamenti asociali?
Non porsi queste semplici domande significa rifiutarsi di cercare soluzioni che possano impedire comportamenti estranei al rispetto della legge, significa cercare soluzioni immediate, soluzioni che portano a vedere il problema in senso non umano ma tecnico, come se l'essere umano sia, al pari di una qualsiasi bestia, un oggetto da assoggettare senza pietà.
Se si sbaglia si paga, punto.
Questo modo di agire, però, viene praticato solo ed esclusivamente nei confronti di persone che non fanno parte del potere, si, perché a chi si trova ai comandi, siano essi politici, mafiosi, o comunque criminalità organizzata, ci penserà la legge sulle intercettazioni a metterli al sicuro da ogni rischio.
Credo che, in questo quadro, vada inserita anche la "ronda" che a come compito quello di segnalare alle forze dell'ordine i tipi "sospetti"; chi mai possono essere questi tipi "sospetti" se non i disagiati che ogni giorno vagano per le città? come può la ronda esercitare una qualsiasi forma di controllo su organizzazioni altamente specializzate nel crimine? organizzazioni che, tra le tante attività, hanno anche quella del commercio di droga? - sfruttano i disagi delle persone, creando cosi, il crimine tanto fastidioso del furto di biscotti.
Probabilmente, le nostre città saranno ripulite da codesti soggetti alienati, italiani e no, ma la criminilità, quella vera, che andrebbe combattuta con ogni mezzo, inclusa l'intercettazione, continuerà indisturbata a crearli con i loro luridi commerci che rimarranno impuniti grazie proprio a quelle leggi che dovrebbero combatterla.


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