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contributo inviato da aprosdòketon il 6 luglio 2009

Sembra che la squadra del nuovo governo della Regione Puglia sia pronta: saranno sostituiti l’assessore alla Pubblica Istruzione Mimmo Lomelo (Verdi), al Turismo Massimo Ostillio (ex Udeur), all'Agricoltura Enzo Russo (Pd) e alla Formazione professionale Marco Barbieri, oltre naturalmente a Sandro Frisullo, l’ottimo assessore allo Sviluppo Economico e Vicepresidente della giunta rimasto invischiato nell’inchiesta barese sugli appalti della sanità, dalla quale comunque dovrebbe uscire pulito.

I posti vacanti saranno presi da Dario Stefàno, ex consigliere del Pd ora vicino alle posizioni di Udc e Io Sud, e Fabiano Amati, coordinatore della fase costituente del Pd, Magda Terrevoli dei Verdi e Loredana Capone, iscritta al Pd e salentina come Frisullo, uscita sconfitta dalle consultazioni di giugno a per la Provincia di Lecce che farà la Vicepresidente. La sorpresa potrebbe essere il nuovo assessorato al Sud, guidato da un insigne economista, Gianfranco Viesti.

Staremo a vedere.

Certo è che la Puglia si presenta ancora come un vero e proprio laboratorio politico, in cui con l’entrata di Stefàno si mantiene aperto uno spiraglio per l’alleanza con Udc e con la Poli Bortone.

Dopo l’azzeramento della giunta, nato da una duplice esigenza, quella di dare una immagine forte alla Regione ed al Paese intero di novelle vague politica e di intransigenza etica da un lato, e di tentare di allargare le alleanze in modo di avere la certezza della ricandidatura per il presidente Vendola dall’altro, molte sono state le voci sui possibili assessori, ed ancora più numerose quelle riguardanti il futuro della Regione. Certo è che la tempestività con cui il Governatore si è mosso ha avuto un effetto positivo sull’opinione pubblica, altrimenti pronta a additare i politici come il cancro della società, ma denuncia tragicamente la permeabilità della classe dirigente rispetto alle potenti lobbies economiche ed alla lottizzazione. Il presupposto di voler sottrarre la politica a queste pericolose tentazioni è lodevole, ma ancora troppo embrionale, e non garantisce nulla sulla riuscita del progetto, pur ponendo le basi per larghe alleanze costruite proprio sulla “questione morale”, come dire: uniamoci in nome di un interesse superiore e trasversale a tutti i partiti (almeno in teoria), modificando in maniera radicale il modo di intendere e di fare politica.

Ma se la politica ha anche un fine pedagogico, non può non porsi certi problemi, e non può non cercare di risolverli. Il primo modo di fare ciò è offrire modelli positivi (di qui la decisione, discutibile, di allontanare anche chi fosse solo interessato da indagini e non condannato), ma anche e soprattutto introdurre modalità trasparenti di selezione e di accesso agli appalti pubblici legati alla sanità, e non solo.

Se la spinta al rinnovamento proposta da Vendola vuole rispondere a quest’esigenza, che dall’ambito della sanità va declinata in tutti i settori della vita quotidiana, soprattutto in quelli in cui pubblico e privato si incontrano, ed in cui le regole del mercato sono più deboli, non ci resta che sperare in un esito positivo. Altrimenti il Presidente e tutta la coalizione rischiano di essere fagocitati dalle fauci del populismo e del moralismo. Il proporsi con un progetto totalmente nuovo, sia politico che etico è l’unico modo per offrire un’alternativa credibile al centrodestra. Un’assunzione di responsabilità che non è semplice ammissione dell’errore, ma anche tentare di risolvere i problemi, un atteggiamento nuovo non solo rispetto a se stesso, ma soprattutto rispetto a tutti gli altri leaders pugliesi di centrosinistra, ancora incapaci di ammettere i propri errori.

TAG:  SANITÀ  VENDOLA  GIUNTA 

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