.
contributo inviato da Fabio1987 il 2 luglio 2009

immagine documento documento


«Il Pd deve saldare la propria vocazione democratica all'economia e alla società. Deve rivolgersi all'arco di persone più ampio possibile ma, al contempo, non deve rinunciare alla vicinanza al mondo del lavoro. Deve essere un partito del lavoro che rivendica pari dignità e ruolo tanto al lavoro subordinato quanto a quello autonomo e imprenditoriale, al di là di ogni rendita». È il programma che Pierluigi Bersani annuncia al teatro Ambra Jovinelli di Roma nell'ufficializzare la sua candidatura a segretario del Pd. Un partito laico, quello pensato da Bersani, «che non relativizza le diverse opinioni al suo interno ma le distingue, le analizza e ne tiene conto nel momento della decisione. Un partito che difenda i diritti civili, a partire da quello relativo al fine vita, che non permetta al senatore Gasparri o a chiunque altro di decidere come devo morire. Un Pd improntato a un nuovo civismo, al quale ispirare i comportamenti di tutti a partire dalla sobrietà della politica».
ALLEANZE - Dunque, sintetizza il neocandidato, «un partito che guarda al futuro traendo forza dal proprio passato. Una forza politica che sappia proporre una propria idea di società sulla quale impostare una discussione con tutte le forze e le organizzazioni sociali». Il Pd di Bersani, assicura, «dice le stesse cose al Nord e al Sud del Paese e pensa a un modello parlamentare nazionalizzato, con un irrobustimento dei poteri del premier e del governo e un rafforzamento del ruolo di controllo del Parlamento». Ma l'ex ministro punta anche a rilanciare un sistema di alleanze perché «da soli non si può fare nulla». Già alle prossime elezioni regionali, dice Bersani, «andranno sperimentati larghi schieramenti di centrosinistra contro la destra». «Sono il candidato di nessuno che pensa ci sia bisogno di tutti» afferma poi. «Dobbiamo avere le idee chiare - sottolinea - perché io non credo a un partito post identitario. Senza identità riconoscibili ogni gesto mette un punto interrogativo su chi sei davvero e ti disarma verso una destra che sparge ideologie».
NUOVE GENERAZIONI - «Non c'è bisogno di inventarci una nuova generazione, bisogna solo aprire la strada - ribadisce - alle nuove generazioni che possano prendere in mano la discussione politica e misurarsi nelle funzioni di partito. È quello che mi impegno a fare a livello nazionale». Chi temeva un esordio all'insegna dell«appeasement» con chi lo ha criticato sul piano anagrafico, può essere rassicurato visto che va subito all'attacco di chi cerca di «mettere una patina di grigio sulla mia candidatura». Il nome, Debora Serracchiani, non lo pronuncia (e d'altronde ci pensano i suoi sostenitori a prenderla di mira per un'intervista a 'La Repubblica'.) ma distilla i termini in modo da far ben capire con chi ce l'ha: «Bisogna avanzare una piattaforma... dicono che questa parola non funzioni. Allora facciamo che dobbiamo dire qualche "cosuccia" per l'Italia». «Mi sono sempre preso la briga di voler cambiare qualcosa, ovunque sono stato non ho mai lasciato le cose come le ho trovate. - dice. - Questo per due motivi, semplici e banali: la terra gira tutti i giorni e questa società non mi piace per tutto. Quindi, parliamo di innovazione a chiacchiere? Allora io non partecipo. Se invece parliamo di fatti allora credo di avere qualcosa da dire». E da aspirante futuro leader del Pd, Bersani non dimentica una sua grande passione, la musica: «Siamo solo noi, come direbbe Vasco, a poter fare tutto questo».

www.corriere.it

TAG:  PARTITO DEMOCRATICO 

diffondi 

commenti a questo articolo 0
commento di compagno49 inviato il 2 luglio 2009
Non ho mai votato p.d.forse direte che cosa vuole da noi,vorrei che non faceste l'errore di pensare che siccome non ci sono più i comunisti in parlamento basta attendere che vi voteranno.per quelli della mia generazione(60 anni)non sarà cosi,ma per voi non è un problema visto che siamo vecchi si come nella canzone di zero.Io mi sento vecchio ma mi ricordo come tutti i vecchi quando ragazzo sognavo un mondo senza padroni senza guerre senza razze senza poveri senza frontiere senza pregiudizi Lennon diceva senza religione che voleva dire abbattere i dogmi,lo penso ancora questo vuole dire essere vecchio io be sono orgoglioso di esserlo sempre stato.quella parte del p.d. che ci guarda con diffidenza perchè rappresentiamo il passato cosa propongono ai giovani per il futuro?UN lavoro precario ma in caso che lo perdano un sussidio.detto cosi sembra positivo nessuno pensa come sia umiliante quando passano i mesi e uno non trova lavoro e selo trova si sente ancora sotto esame sentendosi in dovere di ringraziare il padrone che gli ha dato il lavoro.IL LAVORO è UN DIRITTO E SE IL PADRONE NON TI RISPETTA NON DEVI TACERE HANNO TRASFORMATO I LAVORATORI IN UN BRANCO DI SERVI COSTRTTI A ELEMOSINARE IL SALARIO ANCHE QUELLO è UN DIRITTO!
informazioni sull'autore
ISCRITTO A PDNETWORK DAL
14 maggio 2008
attivita' nel PDnetwork