.
contributo inviato da mbservi il 26 giugno 2009

Venerdì - 26 Giugno 2009 - 10:24
WASHINGTON- Il vice-ministro del Tesoro dell'amministrazione Reagan ed uno degli uomini più emblematici di quella amministrazione, Paul Craig Roberts ha dichiarato che nei disordini in Iran è facile scorgere l'orma di americani e israeliani. Secondo l'agenzia Irna, Paul Roberts, membro della Legione d'Onore, nel suo articolo intitolato "L'Iran corre un rischio più grande di quanto si possa immaginare", e pubblicato oggi su numerosi siti americani
ha ricordato il ruolo chiave degli Stati Uniti nel golpe del 1953 in Iran contro il governo Mosaddeq. Roberts, propone un'attenta analisi dei fatti degli ultimi giorni a Teheran e ricorda che gli slogan scritti in inglese e portati dai dimostranti sono una conferma che quegli slogan non sono stati ideati dagli iraniani. Roberts aggiunge: "Ci saranno anche veri dimostranti, scrive Roberts, ma non ho dubbi che tra loro ci sono elementi pagati dagli Stati Uniti per compiere azioni violente e far salire la tensione". Al termine Roberts ha criticato i media americani per essersi sbilanciati a favore di un candidato ed aver proclamato la possibilità di brogli ancor prima del voto. Egli ha concluso: "I media americani denunciano brogli perchè dalle urne non è uscito ciò che si auguravano. Non è professionale dire che ci sono stati brogli quando tutte le stime esistenti prima delle elezioni, davano per vincitore assoluto Ahmadinejad". 
 

Trovo francamente povero  questo approccio al problema iraniano: non una vera analisi, si prende tutto per buono quello che passa per Facebook. Certo, i morti da piangere ci sono , la polizia usa mezzi pesantissimi di repressione, ma posso fare questa domanda: se i nostri ragazzi anadssero in corteo per assalire il  nostro Parlamento ( e oggi ne avrebbero motivo!) noi li chiameremmo martiri o terroristi? Usare due pesi e due misure a secondo del nostro comodo è una cosa ipocrita.

Suggerisco di andare a vedere le dichiarazioni dell'ex ministro USA Paul Craig Roberts, certo non un simpaticone ma non certo di filo-islamico, oppure quelle del presidente Lula ( persona attendibile, mi pare).

 

TAG:  IRAN  AHMADINEJAD  DOLORE  CRISI UMANITARIA 

diffondi 

commenti a questo articolo 0
commento di senex inviato il 28 giugno 2009
Fa piacere trovare su questo sito delle parole equilibrate e ponderate sulla crisi iraniana: troppo facilmente si è seguito, nelle fasi iniziali, l'entusiasmo dei disinformati, di coloro che hanno letto con grande superficialità gli avvenimenti di teheran come una sorta di "primavera di Praga" persiana. Non vanno dimenticati i risvolti internazionali di questa crisi "interna", dovuta ad una lotta per il potere tra due fazioni del clero sciita ed alle ambizioni socio-economiche dell'emergente borghesia cittadina iraniana; la mano inglese ed "atlantica" è innegabilmente all'opera, ed è triste e sconfortante che i giornali della sinistra (in primis Repubblica) non rendano conto di una voce tanto autorevole quale quella di Roberts, piegandosi ad una sorta di autocensura infantile, ad un ennesima "chiusura degli occhi" di fronte ad una realtà che ribalta il facile e comodo schema del "libertà contro regime/ giovani contro vecchi", che evidentemente in troppi hanno interesse a far passare per evidenti ragioni geopolitiche.
informazioni sull'autore
ISCRITTO A PDNETWORK DAL
4 giugno 2009
attivita' nel PDnetwork