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contributo inviato da Patadolla il 23 giugno 2009
 

Vorrei ringraziare tutti coloro che nonostante le difficoltà di questa campagna referendaria si sono impegnati con l’obiettivo di raggiungere il risultato. Che avere il quorum fosse impresa difficile per non dire impossibile era chiaro fin dalle primissime battute.

Il quadro politico dalla raccolta delle firme ad oggi è profondamente mutato. Nel 2007 quando cominciammo le coalizioni di partiti appariva rissose, sempre sotto il ricatto delle piccole formazioni che si facevano forti delle percentuali più piccole per tenere sotto schiaffo i partiti maggiori.

Ne abbiamo avuto esempio noi per primi col governo Prodi caduto sotto il ricatto dell’Udeur con una maggioranza che si reggeva con la presenza al Governo di ben 17 partiti, se ne è accorto anche Berlusconi con le microscopiche particelle di DC, autonomisti ecc. poi.

La spinta impressa al sistema però è stata inequivocabilmente un merito del comitato. La scelta della vocazione maggioritaria da parte del Pd e la conseguente nascita della Pdl dimostrano che nonostante la sconfitta di ieri il nostro Paese è stanco dei giochini di partiti e partitini.

Sorrido infatti nel sentire che è stato battuto il bipolarismo. Ieri mentre alcuni celebravano la morte del referendum ci si appassionava ai duelli dei ballottaggi dimenticando che le leggi elettorali che regolano l’elezione diretta dei sindaci, dei presidenti di provincia e regione sono figlie delle battaglie fatte da Mario Segni ed altri nei primi anni ’90 con il movimento per le riforme. Ci si dimentica perfino che le elezioni europee di appena 15 giorni fa hanno dimostrato inequivocabilmente la svolta bipolare che ha premiato i due partiti maggiori lasciando fuori gli altri dal parlamento di Strasburgo.

Cosa fare ora?

Bè che il Paese abbia bisogno di riforme lo dicono tutti, che sia necessario mettere mano alle regole è una esigenza sentita da tanti e a dimostrarlo stanno anche quei 10/11 milioni di italiani che ieri e domenica si sono recati alle urne e dei quali non ci si può dimenticare oppure non si può far finta non esistano. Il sistema politico ha bisogno di ritrovare credibilità e fiducia. Non posso davvero pensare che il dibattito e gli scontri si riducano alle veline di cui pure sono piene le pagine dei giornali. Eppure non posso nemmeno pensare che ci si sia dimenticati del significato dell’etica, del valore della Politica, e che siano giustificabili comportamenti di personaggi e cariche pubbliche che in spregio alla morale mettono l’Italia sulla bocca del resto del mondo. Un po’ di dignità per cortesia.

Per quanto mi riguarda continuerò ad impegnarmi. Continuerò a dare il mio contributo nel mio partito e continuerò a confrontarmi anche con chi ha idee diverse dalle mie per costruire l’Italia che vorremmo.

Ringrazio quindi tutti gli elettori che non ci hanno fatto mancare il loro sostegno e la loro vicinanza, ringrazio il Comitato tutto per l’impegno profuso, ringrazio i nostri rappresentanti locali, i tanti ragazzi che si sono alternati in sede, ringrazio gli esponenti di PD e sì anche PDL che ci hanno aiutato, ma soprattutto ringrazio Mario Segni per l’esempio e la dignità con la quale ha affrontato questa difficile battaglia a difesa di valori e principi che non hanno colore politico ma valgono sempre e comunque.

TAG:  REFERENDUM  PD  PDL  SEGNI 

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