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contributo inviato da Pierpaolo Farina il 19 giugno 2009

Della faziosità e dell’inaffidabilità del Tg1 ho già abbondantemente parlato e dimostrato, quindi non mi soffermo più di tanto sul telegiornale in sé, bensì su una notizia in particolare, che ho avuto l’orrore di seguire in diretta, nell’edizione delle 20:00.

Susanna ManiDiForbice Petruni, verso la fine del Tg, lancia una notizia da lasciar col fiato sospeso: “Da Lunedì potrebbe essere necessario, in alcune regioni d’Italia, risintonizzare RaiUno sul televisore di casa.”

Viste le ultime notizie sul digitale terrestre, uno in un primo momento si chiede: “Ma di cosa sta parlando?” Un italiano non informato adeguatamente del Caso Europa7-Rete4, guardando il servizio, avrebbe continuato a non capire di cosa si stesse parlando nel servizio.

Durante il quale, infatti, viene giusto intervistato il vice-direttore generale della Rai, Giancarlo Leone, il quale praticamente afferma che la Rai lascerà quelle frequenze per garantire la messa in onda di un nuovo canale, Europa7.

Una persona normale, sentendo queste parole, avrà pensato: “Ma cos’è Europa7? Un nuovo canale della Rai?”

Manco per nulla. Europa7 è la televisione che 10 anni fa ha vinto la gara di assegnazione delle radio-frequenze televisive, indetta dall’allora Governo D’Alema. Il canale televisivo di Francesco Di Stefano non ha vinto la concessione per delle frequenze qualsiasi: ha la concessione per le frequenze che sono occupate abusivamente da 10 anni da Rete4.

In un paese normale, a chiudere la questione sarebbero state le 3 sentenze della Cassazione, del Consiglio di Stato e della Corte di giustizia Europea, che ha condannato anche l’Italia, per via della Legge Gasparri, a pagare una multa dal 1 gennaio 2006 fino al 1 gennaio 2009 dell’importo di 300.000 euro al giorno. È l’Emilio Fede Tax, di cui nessuno però parla o fa cenno in televisione.

Poiché non siamo un Paese normale e siccome gli interessi del Presidente del Consiglio vanno aldilà di ogni legge, di ogni morale e di ogni decenza, questo imprenditore è da 10 anni costretto ad affittare i suoi studios televisivi a Rai e Mediaset, in modo da pagarsi almeno le ingenti spese processuali che vedono lui, pesciolino della finanza, contro lo Stato Italiano e gli avvocati del premier.

Direte voi: almeno quando c’era il Governo Prodi, qualcosa sarà cambiato? Nada de nada: Enrico Letta, probabilmente per non inimicarsi il potente zio Gianni, ha dato mandato all’avvocato dello Stato di mantenere la linea presa dal governo precedente, e cioè di difendere lo stato di illegalità e di incostituzionalità di Rete4.

Per evitare altre multe, che avrebbero potuto scatenare l’ira degli elettori, già tartassati da tasse, crisi economica e burocrazia amministrativa, il governo ha provato l’anno scorso a prorogare ancora la messa in onda di Emilio Fede, ma è stato stoppato dalla campagna di denuncia di Di Pietro (il Pd dormiva); quest’anno, nel silenzio generale, hanno varato una norma, che impone non a Rete4, bensì a RaiUno di cedere le frequenze ad Europa7.

Alla quale però ovviamente non bastano, perché sarebbe vista appunto solamente in qualche regione su tutto il territorio nazionale: precisamente, solo da 14,5 milioni di italiani, come ha ricordato la Petruni.

Perché si danneggia la Rai per favorire Mediaset? Non certo per fare gli interessi dello Stato, ma solo quelli del Presidente del Consiglio: 120 milioni di euro annui di pubblicità sono un motivo sufficiente per imporre al principale concorrente, tramite legge ad frequentiam, di lasciare le frequenze alla fastidiosa Europa7, che addirittura chiede il rispetto di una sentenza della Cassazione, una del Consiglio di Stato e una della Corte di Giustizia Europea.

Di Stefano dove crede di essere, in America? Qui siamo in Italia, dove la popolazione si divide in due classi: quelli che lavorano per Berlusconi e quelli che lo faranno.

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