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contributo inviato da cerve87 il 18 giugno 2009

L'economia italiana quest'anno continuerà a soffrire con un Pil che a fine anno dovrebbe registrare una contrazione del 4,9%. I primi segnali di ripresa arriveranno con il 2010 quando si vedrà una timida crescita (+0,7%). Sono le stime del Centro studi di Confindustria, che oggi ha presentato il rapporto «L'economia italiana e la ripida ripresa», che delinea problemi anche sul fronte occupazionale: in due anni (2008-2010), infatti, si perderanno circa un milione di posti di lavoro.

Alla luce di tutto questo, il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, avverte: senza riforme ci vorranno 5 anni per uscire dalla crisi.

Quest'anno, evidenziano le stime, si chiuderà "con una perdita del 4,9% del Pil. Questa perdita si è ormai già tutta realizzata per l'eredità negativa ricevuta dal 2008 (-2,1%) e la contrazione del primo trimestre (-2,6%; totale - 4,7%)".
Nella seconda parte dell'anno - secondo l'ufficio studi di Viale dell'Astronomia - è atteso un leggero aumento (+0,5% annualizzato sul primo semestre). Nel 2010 - si legge ancora - ci sarà un incremento dello 0,7%. L'export trainerà l'economia italiana fuori dalla recessione (+2,5% in volume dopo il -17,3% di quest'anno), grazie soprattutto al maggior dinamismo dei Paesi emergenti che da soli spiegheranno quasi tutta la crescita globale dell'anno venturo, con un effetto temporaneamente amplificato della ricostruzione delle scorte.

Il deficit pubblico nel 2009 si attesterà al 4,9% del Pil e sarà in lieve diminuzione il prossimo anno al 4,7%, mentre il debito pubblico salirà al 114,7% del Pil e al 117,5% nel 2010, dal 105,7% del 2008. "L'aumento del debito pubblico è attribuibile al peggioramento del deficit e, in misura contenuta, agli interventi di sostegno al sistema bancario", spiega il Csc. Per quanto riguarda l'occupazione totale, quest'anno registrerà una perdita del 2,7% e il tasso di disoccupazione salirà all'8,6%. "Il deterioramento del mercato del lavoro si accentuerà nel secondo trimestre del 2009 (-1,1% strutturale), ma rallenterà progressivamente nei mesi successivi". "L'occupazione - secondo il rapporto di Viale dell'Astronomia - ricomincerà a crescere dal secondo trimestre 2010 anche se registrerà una flessione annua dello 0,6% per effetto trascinamento". I numeri per il 2010 supportano tali previsioni: una contrazione dell'occupazione totale (in termini di unità di lavoro standard, Ula) dello 0,6% mentre, sempre il prossimo anno il tasso di disoccupazione salirà al 9,3% dall'8,6% previsto per l'anno in corso. "Complessivamente, le unità di lavoro perse a causa della recessione dal primo trimestre del 2008 e il primo trimestre del 2010 sono stimate
prossime al milione, una perdita inferiore a quella del 1992-1993 (1,2 milioni), nonostante la più intensa caduta di attività nell'attuale crisi. Il rischio dello scenario - chiarisce l'Ufficio studio della Confindustria - è di una caduta più accentuata".

«La crisi globale - sostiene il rapporto - si è rivelata profonda. Le economie si sono stabilizzate su livelli di attività molto bassi, specie in alcuni settori. Dai mercati una maggior fiducia si sta trasmettendo gradualmente a famiglie e imprese. Le politiche economiche hanno spezzato la spirale negativa tra domanda e produzione, si riveleranno determinanti nel rilancio. Si profila una ripresa frenata da sgonfiamento della bolla creditizia, aggiustamento immobiliare, minor debito delle famiglie, specie americane. E' alto il rischio di perdita di capacità produttiva. Ciò rende ancora più urgenti le riforme in Italia. Le imprese più innovative sapranno cogliere le nuove opportunità di sviluppo».

«Nel Mezzogiorno - precisa Viale dell'Astronomia - i divari rispetto al resto d'Italia restano ampi, anche per le carenze nei servizi pubblici essenziali. L'attrattività può essere migliorata con misure a costo zero. Le medie imprese costituiscono punti di forza anche al Sud».

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