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contributo inviato da simonam il 15 giugno 2009

Uomo ronda Speravo di non dover più parlare di ronde, ma come si fa a non commentare?
Su un gruppo di discussione in rete qualcuno ha scritto: no, non mi preoccupa perché sembra Vito Catozzo (era un personaggio meraviglioso di Faletti quando ancora non scriveva noir, un poliziotto macho il cui unico terrore era la possibilità di ammettere di avere un figlio gay conclamato).
Non so, a me questo tizio e i suoi sodali ricordano tanto certe scene della notte dei lunghi coltelli ne La caduta degli dei... quelle facce ambigue, amorali, quelle divise brune più nazi che fasciste.
E' chiaro che la gente va giudicata sulla base dei comportamenti e non dell'aspetto, ma qui ci sono effetti estetici che volutamente ricordano episodi della storia europea del XX secolo che è quella di due dittature, di due totalitarismi... iniziati con la marcia su Roma da noi e con libere elezioni (sic) in Germania.
In effetti se ronde padane e ronde nere finissero per malsopportarsi, potrebbero offrirci lo spettacolo di una bella resa dei conti per le vie di Milano.
Sempre su internet gente di sinistra e di poco buon senso propone di costituire anche delle ronde rosse: ci manca solo questa. Già danno fastidio i brigatisti rossi, grotteschi reperti degli anni 70, che fanno dichiarazioni minacciose a pugno chiuso durante il processo.
E comunque, al di là della spettacolarizzazione e della pubblicità che questi gruppuscoli post-piduisti si sono recentemente fatti, la vera costernazione sorge dalle dichiarazioni di Roberto Maroni, fino a prova contraria Ministro degli Interni, intervenuto domenica scorsa a ''Parliamo con l'Elefante'' di Giuliano Ferrara, su Radio 24:

"Le ronde? Esorcizziamo il termine, cominciamo a usarlo in modo positivo e alla fine sara' considerato positivamente: qui c'e questa tecnica per cui si usano i termini dispregiativi per cercare in qualche modo di rendere negativo un progetto, una proposta che fa il governo." Quanto alla 'Guardia nazionale' di Saya, e' un'iniziativa, ammette il ministro, "che io non conosco nei dettagli, non sono in grado di dire che cosa sia". Ma. aggiunge, "a chi dice che c'e' per colpa del governo e del suo disegno di legge, voglio semplicemente dire che il disegno di legge non e' ancora legge, e che anzi proprio il nostro disegno di legge impedirebbe il fai-da-te delle ronde perche' contiene una procedura molta precisa e chiara". E ricorda: "E' il sindaco a decidere se ce ne sia bisogno o no, e nessuno puo' farle senza che il sindaco sia d'accordo: le associazioni sono valutate e iscritte in un registro, ci saranno corsi di formazione e saranno passate al setaccio del Comitato provinciale dell'ordine e della sicurezza pubblica, dopo di che e solo dopo di che, il sindaco definisce un piano di controllo del territorio e decide se e quali associazioni utilizzare, dando la precedenza a quelle formate da ex poliziotti e carabinieri in congedo. Questo prevede il disegno di legge, il regolamento e' gia' pronto. Tutto il resto e' o folclore o strumentalizzazione politica ma ne' l'uno ne' l'altra mi toccano". -

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