.
contributo inviato da cerve87 il 15 giugno 2009
Stefania Maurizi, l'Espresso
Polveri nell'aria. Rifiuti che finiscono in un affluente del Tevere. Laghetti di veleni. L'acciaieria di Terni nel mirino delle inchieste
 
Stabilimento della Thyssen a Terni

È una patina grigia, chiarissima, che si deposita ovunque: la noti accumulata ai margini della strada, ma soprattutto sulla chioma degli alberi, sui tetti delle case, sui cartelli stradali, nei giardini. Ovunque.

In passato, raccontano, ne pioveva molta di più: in un giorno del 2002 tutto si ricoprì di bianco, come se all'improvviso fosse caduta la neve. Tutti sanno da dove viene quella polvere. Vola via dai recinti della Thyssen Krupp di Terni, il polmone d'acciaio del cuore verde d'Italia: nasce dalle montagne di scorie sfornate dalla fabbrica metallurgica più importante d'Italia.

L'impianto di Torino, quello dove sette operai hanno trovato la morte tra le fiamme, è solo una filiale del colosso umbro. Qui la Thyssen è l'industria: dà lavoro a 5 mila persone, ne mantiene complessivamente 20 mila in una città che ne conta 112 mila, consuma da sola un quarto di tutta l'energia elettrica della regione. Inevitabile che tutta la vita del capoluogo ne sia condizionata, nel pubblico e nel privato.

Ma da due anni anche Terni si interroga sul suo rapporto con la 'fabbrica dei tedeschi'. Perché sul tavolo del procuratore capo Fausto Cardella, protagonista in passato delle indagini su Giulio Andreotti e sulle toghe sporche romane, si accumulano fascicoli di inchiesta sui pericoli ambientali che il gigante d'acciaio avrebbe provocato. Indagini sulle polveri che si disperdono sulle case del quartiere di Prisciano; sui rifiuti liquidi che finiscono nel fiume Nera, un affluente del Tevere che fino alla cittadina umbra appare aulico; sulla gestione della misteriosa discarica di Vocabolo Valle dove sono stati sepolti anche veleni che non dovevano trovarsi lì e dove il percolato sarebbe stato smaltito in impianti della Thyssen privi delle autorizzazioni.

E sull'ultimo inquietante episodio: la scoperta di un laghetto sotterraneo denso di cromo esavalente, agente cancerogeno pericolosissimo in concentrazioni cento volte superiori al limite. Il tutto a pochi chilometri dalla cascata delle Marmore e dai suoi paesaggi incantevoli, incastonato nella regione delle colline verdi che generano ogni anno un miliardo di litri di acqua minerale.


Offensiva giudiziaria Al centro di queste indagini c'è sempre lo stesso personaggio: Daniele Moroni, il plenipotenziario italiano della Thyssen Krupp. È il top manager sotto processo a Torino per la strage degli operai: imputato di omicidio colposo, incendio colposo e di non avere preso le cautele contro gli infortuni sul lavoro. Secondo la procura piemontese, la casa madre tedesca dopo un rogo gravissimo che nel 2006 aveva colpito un impianto in Germania, aveva consigliato una serie di investimenti antincendio.

Sarebbe stato Moroni, però, a omettere la pianificazione di quelle misure, che avrebbero potuto salvare gli operai torinesi. A Terni, Moroni, 61 anni, è considerato una potenza. Il processo di Torino e l'orrore per il rogo non hanno minato il suo prestigio. Tanto meno è accaduto con le indagini della Procura di Terni, che cercano di fare luce sulla situazione ambientale di una città dove, secondo la denuncia dell'ex presidente umbro del Wwf Sauro Presenzini davanti alla Commissione parlamentare dei rifiuti, si registrava un quinto di tumori e leucemie in più della media nazionale, dovuta proprio "all'altissima concentrazione di industrie inquinanti".

Adesso i carabinieri del Nucleo tutela ecologica, la squadra specializzata della polizia provinciale, il nucleo investigativo della Forestale cercano di capire fino a che punto il territorio sia stato contaminato. Un'offensiva giudiziaria che non preoccupa l'azienda tedesca: "Ci risulta che solo alcune delle vicende sono confluite in fascicoli di indagine", replicano a 'L'espresso', "e pertanto doverosamente coperte dal relativo segreto.

Rimane costume della nostra società non commentare le attività dell'autorità giudiziaria, vista la fiducia che la società stessa ha sempre riposto e ripone nella serenità di giudizio della magistratura".
(15 giugno 2009)
TAG:  TERNI  FABBRICA  INDUSTRIA  POLVERE  PROCURA  AMBIENTALE  FIUME  ARIA  THYSSEN  UMBRIA  AUTORIZZAZIONI  CASCATA  IMPIANTO  LAVORO  OPERAI  MORTE  FIAMME  METALLURGICA  PERSONE  KRUPP  NEVE  COLOSSO  POLMONE  ACCIAIO 

diffondi 

commenti a questo articolo 0
informazioni sull'autore
ISCRITTO A PDNETWORK DAL
6 giugno 2009
attivita' nel PDnetwork