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contributo inviato da qualcosadiriformista il 12 giugno 2009

Il 27 giugno c'è questo incontro del Lingotto sul cambiamento nel PD. Dopo aver letto il testo di convocazione (riportato per correttezza di seguito), è sorto un dubbio: e i contenuti? O UN contenuto? Una idea?
Come prova del nove, abbiamo fatto un'analisi della "nuvola di parole" che spesso aiuta a comprendere i concetti chiave. Il risultato (il testo è stato ripulito di articoli e preposizioni che in italiano "intasano" il testo) è quello che vedete nell'immagine sopra. Insomma: P
artito, Democratico, progetto, vogliamo, Italia, leader.
Il mix concettuale è abbastanza facile e sul tavolo resta una domanda: la politica dov'è?

Il testo esteso:
“Siamo il Partito Democratico. Siamo un grande e moderno progetto di cambiamento e ricostruzione del centrosinistra italiano, della politica italiana, e dell’Italia. Siamo un partito che nasce e cresce intorno a idee e valori condivisi, e che ha come primo obiettivo l’estensione di questa condivisione. Non modificando queste idee e questi valori, non contaminandoli con compromessi e contraddizioni: ma declinandoli in un progetto collettivo di progresso e di visione del presente e del futuro. E costruendo un consenso su questa visione. Siamo il Partito Democratico, non siamo due partiti che si sono alleati. Non siamo la convivenza di obiettivi e interessi diversi, da far convivere e di cui fare commercio politico. Non vogliamo che questo progetto sia ostaggio di meccanismi e fallimenti i cui risultati hanno portato il centrosinistra italiano ai peggiori risultati degli ultimi vent’anni. Crediamo che contesti nuovi chiedano scelte nuove, crediamo nell’assunzione di responsabilità di chi viene sconfitto, e nell’assunzione di responsabilità di chi vuole superare le sconfitte. Noi vogliamo superarle, vogliamo cambiare l’Italia in meglio, e governarla. Siamo, siete, siamo assieme l’alternativa alla spartizione tra vecchie correnti del più ambizioso progetto politico nella storia dell’Italia repubblicana. Sappiamo di essere in tanti, finora troppo trascurati e impotenti. Non andremo al congresso di questo partito per scegliere se consegnarlo a un leader della Margherita o a un leader dei DS. Ci andremo per darlo al leader del Partito Democratico e alle persone del Partito Democratico.”


 

TAG:  PARTITO DEMOCRATICO  CONGRESSO  SCALFAROTTO  LINGOTTO  SERRACCHIANI 

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