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contributo inviato da Zadig il 10 giugno 2009

 “Tira un vento di destra, in Europa. Mentre negli Usa, con Obama, ha vinto la speranza suscitata da una visione nuova del mondo, in Europa i sentimenti di paura e di insicurezza accentuati dalla crisi premiano la destra: ancora troppo debole l’integrazione politica ed istituzionale dell’Ue, ancora troppo poco innovativo il profilo dei partiti progressisti”: questo il commento di Fabrizio Vigni, presidente nazionale degli Ecodem sulla tornata elettorale.

“Le difficoltà di partiti riformisti di antica tradizione ed il positivo risultato di forze ambientaliste che hanno sviluppato una cultura non fondamentalista, come in Francia ed in Germania – continua Fabrizio Vigni –, confermano la necessità di costruire un nuovo campo dei socialisti e dei democratici, oltre gli schemi del passato, che includa il meglio della cultura ecologista e faccia della green economy la leva per uscire dalla crisi”.

“La buona notizia, per l’Italia, è che gli elettori hanno fermato il rischio di uno strapotere di Berlusconi. Il risultato del Pd ci incoraggia ad andare avanti – conclude il presidente Ecodem –, ad accelerare la costruzione di un partito davvero nuovo, che getti alle ortiche litigi interni e degenerazioni correntizie. Le ragioni per cui abbiamo dato vita al Partito Democratico sono più che mai attuali: senza un nuovo pensiero politico, che abbia in una moderna cultura ecologista un solido ancoraggio, non si costruisce un’alternativa di governo alla destra né si vincono le sfide del nuovo secolo”.

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commenti a questo articolo 3
commento di Fralang2002 inviato il 10 giugno 2009
Signori di sinistra, mi dispiace per voi ma l'avete presa in saccoccia anche questa volta!!

Non avete fermato proprio niente. Anzi: considerata la scarsa attenzione degli italiani per le elezioni europee, direi che il governo è stato promosso a pieni voti. Guardate un po' le amministrative!! Non vi è rimasto più niente

Francesco
commento di malagigi inviato il 10 giugno 2009
Ma questa politica europea conservatrice che sarebbe andata bene nel secolo scorso, non credo possa funzionare più nel terzo millennio, in cui emergono nuovi popoli di altri continenti !!!.
Ad esempio, chi comprerà gli eurobond europei e quelli italiani in particolare?
Quando saranno emessi, a quale tasso potranno essere accettati dai compratori?
Quali garanzie vorranno i compratori, specie quelli dei paesi del Nord Africa?
Come faranno gli Stati europei ed in particolare l’Italia, già indebitata fino al collo, sino al 110% del suo Pil, ( a marzo 1741,257 miliardi di euro di debito pubblico, contro un 1572,243 miliardi euro di Pil) a pagare gli interessi?
Per giunta ora in Europa in parlamento arrivano, in gran massa anche gli ex euroscettici italiani della lega che mi sembra davvero ora si appoggino, in chiave tremontiana, sul tanto allora deprecato euro che li sta difendendo, almeno fino ad ora.
In sintesi l’Europa sta andando avanti verso una contraddizione “ di fatto”che presto si potrebbe avvitare verso un disastro annunciato.
Mi aspetto burrasca e tempesta, spero in un naufragio non drammatico.
Dopo la tempesta i naufraghi allora si rifugeranno negli ideali di solidarietà e sobrietà della filosofia democratica della nuova America di Obama che finalmente potrà attecchire anche in Europa.
Allora la corrente democratica, che potrebbe nascere da subito, in Europa, attorno al piccolo nucleo dei 21 democratici italiani (auguri Debora!!, con i tuoi 39 anni sei la più giovane e spero vedrai le mie previsioni ) che siederanno, a partire dal 2009, in parlamento europeo, neo eredi del quasi morto socialismo, di stampo ventesimo secolo, potrà forse raccogliere una maggioranza, a sostituire il Ppe ( Partito popolare europeo) attuale che altro non è che il conservatorismo bonario della bengodi infinita di un mondo a risorse illimitate e a basso ed irrealistico costo .
Fino ad allora, secondo me, nei prossimi anni sarà dura per tutti.
Sotto
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