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contributo inviato da cerve87 il 6 giugno 2009
 Sarà che siamo alla soglie delle elezioni, sarà il clima rovente di questa campagna elettorale, sarà l'iscrizione nel registro degli indagati riguardo l'uso/abuso di voli di stato, saranno le centinaia di foto, più o meno imbarazzanti, che spuntano come funghi giorno dopo giorno, sarà che il PD sembra essersi risvegliato dopo un letargo troppo lungo.
Sarà quel che sarà ma pare proprio che, ultimamente, il nostro premier Berlusconi abbia i nervi un po' tesi.
Basta leggere le sue ultime dichiarazioni. Dopo avere detto non più tardi di due giorni fa che la presidenza della regione Veneto sarebbe spettata alla Lega, Berlusconi fa dietrofront. "La presidenza del Veneto alla Lega? In democrazia non funziona così". "La Lega non prevarrà". "In una campagna elettorale come quella per le elezioni Europee - ha detto il Cavaliere -, ci si confronta per i voti e chi dei due ne avrà di più avrà poi diritto di esprimere un proprio candidato. Visto che sono convinto che il Pdl ne prenderà di più, di conseguenza esprimerà anche il suo candidato".
E va beh, sarà l'età, ma ormai siamo abituati alle smentite repentine del nostro capo del governo.
Capitolo economia. Il governatore della Banca d'Italia Draghi, nelle sue Considerazioni finali all'Assemblea di Bankitalia, ha affermato che sarebbero 1,6 milioni i lavoratori in Italia che non hanno alcun tipo di sostegno in caso di perdita dell'occupazione. Berlusconi, invece, ha assicurato che ''lo Stato e' vicino ai cittadini quando sono nella difficoltà' e nel bisogno'', annunciando che il governo ''sta lavorando all'innalzamento della percentuale del bonus una tantum concesso ai co.co.pro quando perdono il lavoro. I dati di Draghi non sono veri, afferma, quindi, il premier.
Per quanto riguarda l'immigrazione, Berlusconi chiude la campagna elettorale con una frase dal sapore leghista: "Milano sembra una città africana. In alcune città, a camminare per il centro, vedendo il numero di cittadini stranieri, sembra di essere proprio in una città africana". Ma Bossi, al suo fianco nell'ultimo comizio elettorale, poco prima parlando con i giornalisti lo aveva gelato: "Al Nord vinceremo noi".
Altro tema caldo è l'eccessivo spazio dato al PDL all'interno di trasmissione televisive.
Il leader democratico Franceschini ha attaccato Berlusconi e il suo controllo dei mezzi d'informazione. "Io faccio una campagna elettorale all'antica mentre il consenso che si forma in tv rappresenta un paese di plastica". Il segretario del Pd, intervenendo in un comizio elettorale in provincia di Lucca ha detto che "il Tg5 e le reti Rai danno troppo spazio al Cavaliere", sottolineando come "essere una forza riformista non significa non alzare la voce". Sul black-out del Pd nei principali telegiornali nazionali è intervenuto anche il capogruppo del Pd in commissione di Vigilanza Rai, Fabrizio Morri. "Nella trasmissione Telecamere - ha detto Morri - il premier è stato intervistato per mezz'ora con alle spalle il simbolo del suo partito, mentre Franceschini ha parlato nello stesso studio senza alcun simbolo. Si tratta di una palese violazione della par condicio per la quale solleciterò l'intervento del presidente della commissione di Vigilanza Rai Sergio Zavoli" - ha concluso Morri.
L'esito delle elezioni pare abbastanza scontato. Eccessivo è il gap che divide il PDL dal PD. A questo punto l'attenzione si sposta proprio sul distacco che separa i due principali partiti italiani: riuscirà il partito di Franceschini a recuperare voti sottraendoli, contemporaneamente, a Berlusconi. Sarebbe un segnale incoraggiante di cambiamento.
Per quanto riguarda i partiti della sinistra radicale (sinistra e libertà ed Rifondazione insieme con i comunisti italiani) regna l'incognita. I sondaggi li accreditavano di poco sopra al 3% ma comunque al di sotto dello sbarramento del 4%. Penso, tuttavia, che gli eventi degli ultimi giorni, possano produrre spostamenti nelle intenzioni di voto, probabilmente verso sinistra.
Staremo a vedere.
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