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contributo inviato da circolopdpcm il 1 giugno 2009

Le principali metodologie di lavoro della protezione civile

 

Dall’unità d’Italia ad oggi, il ciclo di lavoro della Protezione Civile (PC) si è evoluto passando progressivamente da un’impostazione di tipo sequenziale (di seguito denominata metodo della linea) ad una impostazione di tipo circolare (di seguito denominata metodo del cerchio). Ci pare opportuno, prima di descrivere l'evoluzione che la PC ha subito nel tempo, fornire una sintesi delle due principali metodologie su dette (la linea e il cerchio).

 

La metodologia del trinomio: la reazione alla catastrofe (o metodo della linea)

L’organizzazione di PC del nostro Paese, dall’unità d’Italia fino agli anni ’80, si è sostanzialmente basata sul concetto meccanicistico di causa–effetto: a fronte di un evento conclamato (terremoto, alluvione, eccetera) vi è la reazione dello Stato che invia soccorsi (organizzati solo in parte).

 

Quest’approccio metodologico implica che l’unica azione intrapresa sia quella sintetizzata dal trinomio «Catastrofe => Soccorso => Ricostruzione» (da qui il concetto di "linea", in quanto azione sequenziale con un inizio e una fine). Nel tempo di latenza o d’intervallo tra un fenomeno e l’altro, ci si limita ad aspettare gli eventi (o criticità), ai quali si risponde sempre con lo stesso modo: nomina di un commissario straordinario, invio dei soccorsi, aiuto alla popolazione superstite e ricostruzione. La tipologia d’azione del metodo della linea è di tipo passivo, riconducibile allo schema d’azione di difesa civile.

 

Gli elementi portanti  della metodica del trinomio sono:

  1. il commissario straordinario;
  2. una struttura finalizzata per l’intervento;
  3. la tipologia di organizzazione (meglio predisposizione) del soccorso: semplici elenchi di materiali, uomini e mezzi;
  4. la cristallizzazione della delega all'esperto.

 

La nomina del commissario straordinario è l’ azione che più delle altre caratterizza la metodica del trinomio. Essa, tranne una breve pausa nel 1925, è sempre stata applicata senza soluzione di continuità fin dal terremoto del 62 d.C. verificatosi nella zona vesuviana, per il quale Nerone –secondo una romanzata lettura di quel lontano sisma - nominò Clemente come suo commissario, il quale fu inviato nell'area calamitata per censire danni e provvedere in merito.

 

Nel tempo si è affinata la modalità di individuazione e autorizzazione ad esercitare questa carica. Oggi non si nomina più un Commissario Straordinario sic alter ego in quanto tale figura, come previsto dal Decreto Legislativo n.245/2002, coincide con il Capo Dipartimento della PC che assume tale carica ancor prima della proclamazione di pubblica calamità da parte del Consiglio dei Ministri.

 

I Commissari ad acta per i disastri  rappresentano simbolicamente lo Stato che reagisce; essi assumono sugli scenari poteri straordinari e spesso extragiudiziali.

 

La struttura finalizzata per l’intervento esiste nel nostro Paese da molti anni. Augusto, ad esempio, per proteggere la comunità istituì i “pompieri imperiali”, all’inizio del novecento a livello comunale operavano i civici pompieri, che divennero poi corpo provinciale e poi nazionale, oggi abbiamo il corpo nazionale dei vigili del fuoco.

 

Nel periodo che intercorre tra un evento e l’altro, l’organizzazione del soccorso consiste unicamente nella semplice stesura di elenchi di materiali, di uomini e di mezzi da utilizzare e di quant’altro necessario alle operazioni di soccorso e nella predisposizione di magazzini per lo stoccaggio del materiale. Fin dal 1926 si sono redatti (con forme diverse di gestione) elenchi di materiali, mezzi e uomini per il soccorso. Il Regio Decreto del 1926 stabilì che questi elenchi dovevano essere predisposti, aggiornati annualmente e trasmessi ai Ministeri dell’Interno e dei Lavori Pubblici. Negli anni ’70 del secolo scorso, questi elenchi saranno informatizzati e denominati “piano Mercurio” da parte delle Prefetture.

 

La "delega all'esperto" implica il riconoscimento unicamente allo Stato (o chi per esso) della capacità ad affrontare e risolvere il problema.

 

Il metodo della linea quindi definisce un’impostazione di PC tipo verticistico, che vede un territorio e un cittadino passivi e uno Stato che ad evento accaduto si cala sul territorio con poteri straordinari senza ricercare il contatto con il territorio stesso; ciò che emerge è solo la figura autoritaria del Commissario Straordinario.

 

......alla prossima puntata, a venerdì....

 

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