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contributo inviato da aprosdòketon il 30 maggio 2009

Ammettiamolo: la vita privata di ognuno è sacra. Ogni tentativo di intromissione una grave mancanza di rispetto. Ma se sei un uomo pubblico le cose tendono a cambiare. Se poi tu sei il primo ad aver messo in atto una commistione, anzi una confusione tra la tua vita pubblica e quella privata, non ti puoi di certo lamentare se poi gli altri ti fanno le pulci.

Il nostro Presidente del Consiglio non evita mai di parlare di sé, non l’ha fatto quando ha inviato a casa di milioni di italiani un libro fotografico che lo ritraeva in atteggiamenti decisamente privati che metterebbero in secondo piano addirittura la famiglia del mulino bianco, non l’ha fatto quando si è schierato dalla parte della famiglia come istituzione qualche anno fa, non lo fa neppure con i continui riferimenti alla sfera sessuale e machista, una sfera che con ogni probabilità non gli appartiene più, non fosse altro che per una questione anagrafica.

Ecco perché non condivido la richiesta, accolta, di sequestrare le foto scattate a Villa Certosa. Vada per la vita privata da tutelare, ma qui c’è anche il rispetto dovuto a milioni di italiani. Se organizzi festini con ragazze in topless sei libero di farlo, se inviti ragazze minorenni forse meno, ma mi può anche stare bene, ma se ti pizzicano ne parli, se è il caso chiedi scusa, ma non getti sopra una colata di cemento. Se lo fai sei già dalla parte del torto.

TAG:  FOTO  BERLUSCONI  VILLA CERTOSA  SEQUESTRATE 

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