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contributo inviato da Pierpaolo Farina il 28 maggio 2009

Che Franceschini abbia fatto una gaffe straordinaria con la mitica frase: “Agli Italiani chiedo: fareste educare i vostri figli da Berlusconi?”, è fuor dubbio. Da che mondo è mondo, la peggior cosa che si possa fare in campagna elettorale è tirare in mezzo i figli di qualcuno, figuriamoci se poi quei figli sono quelli del Cavaliere.

Del resto, non è colpa loro se hanno il padre che hanno: Pier Silvio è vice-presidente di una società che ha quotato in borsa i debiti del padre, scaricandoli sugli investitori, e che è il simbolo del conflitto di interessi del Cavaliere; Marina è presidente di Fininvest e della Mondadori, la quale una sentenza ha stabilito essere stata illegittimamente sottratta a De Benedetti (prima o poi a qualcuno verrà in mente che dovrà restituirla?); i tre pargoli, tra filosofia, estero e Bocconi, si accontentano per ora dei dividendi, ma pare che Gigi (non quello della Cremeria, il più piccolo) abbia la vocazione del Banchiere (Mediolanum ha già i portoni spalancati).

Con un padre così generoso, che ad ogni chiusura di bilancio, assegna dividendi di parecchi milioni, quale figlio potrebbe essere tanto ingrato da non andare ai giornali e dirsi orgoglioso del padre che ha? Fa nulla se quei milioni in dividendi sono frutto di origini illecite e aiuti dalla politica socialista della Prima Repubblica, “Chi ha avuto ha avuto, chi ha dato ha dato, scordiamoci il passato”, recita una famosa canzone napoletana.

E sempre la cultura napoletana ci aiuta a definire Berlusconi: quelli come lui a Napoli li chiamano “Chiagne ‘e fotte” (Piange e ti frega).

Sono quindici anni che i Soloni della Seconda Repubblica continuano a ripetere, Silvio in primis, che non si deve demonizzare l’avversario: a Sinistra gli danno retta, lui se ne frega. Probabilmente i gran commis del centro-sinistra, se uno qualsiasi si fosse permesso di dire quello che ha detto Franceschini, avrebbe rimesso in moto l’ondata di insulti che vanno da “irresponsabile” a “comunista”, fino a “giustizialista” e “tafazzista”. Se però le dice Franceschini, va tutto bene, è nella norma.


La Sinistra rappresenta l’Italia dell’odio, noi l’Italia dell’amore.”, quante volte avete sentito dire queste parole? Fino alla nausea, tant’è che dopo averle sentite centinaia di volte alla tv monopolizzata dal centro-destra, la gente le prende come dato di fatto, così come prende per dato di fatto le toghe rosse, i cittadini intercettati, i complotti e così via discorrendo.

Ma è proprio così? Breve antologia dei detti e contraddetti del Cavaliere.

Piazza San Giovanni, 2 dicembre 2006: Berlusconi, dice lui, ha portato in piazza due milioni di persone. Slogan: “Contro il Regime.” Sembra una barzelletta, eppure è così. Eccolo in Piazza il partito dell’Amore, quello che dovrebbe far concorrenza all’originale di Moana Pozzi: una bara con la faccia di Prodi, Prodi sul cesso, “Prodi infame aspettati le lame”, “Prodi boia, Luxuria è la tua troia”, “Governo di trans e troie, attento Luxuria arrivan le cesoie.” Il tutto condito con saluti romani, bandiere della X Mas, croci celtiche vicino al simbolo di Israele. Proprio il popolo dei moderati.

Ancora più memorabile la frase alla vigilia delle politiche 2006: “Chi vota a Sinistra è un coglione”. Figuriamoci chi vota a destra.

Ma vediamo cosa diceva (e dice tutt’ora) dei suoi avversari:

Per Prodi si è usata la stessa tecnica di Lenin e Stalin: quella dell’utile idiota.” (15 aprile 1995)

Prodi è un burattino di D’Alema.” (2 settembre 1995)

Il Governo Prodi si comporta come il Governo Mussolini…” (Ansa, 13 dicembre 1996)

Prodi è una maschera dei comunisti.” (22 maggio 2003)

Veltroni è la maschera di Stalin.” (aprile 2008)

D’Alema è falso e vile. È figlio della tradizione comunista.” (15 febbraio 1996)

La commissione Napolitano è il plotone d’esecuzione per fucilare Berlusconi.” (24 settembre 1995)

In Italia c’è un regime, ma i dittatori siete voi giornalisti.” (10 dicembre 2003)

Il comunismo al potere ha sempre e dovunque prodotto: 1) miseria; 2) terrore; 3) Morte. Con il comunismo al potere gli oppositori sono 1) in esilio; 2) in galera; 3) al cimitero.” (dal manuale contenuto nel kit di Forza Italia, marzo 2001)

E si potrebbe andare avanti per ore: che dire, con un padre del genere, c’è da andarne fieri.

Ah, Beata Innocenza. Pardon, Indecenza.

Informazioni: Come Abbonarsi a "Il Fatto", il nuovo quotidiano in ricordo di Enzo Biagi: http://www.voglioscendere.ilcannocchiale.it/2009/05/28/abbonatevi_a_il_fatto.html

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