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contributo inviato da loriscosta il 28 maggio 2009
La vicenda Alitalia potrebbe tornare il alto mare. In attesa della Consulta c'è l'impressione che sia stata alterata la concorrenza a favore di Cai.


Da Truffe in rete:


ROMA (27 maggio) - Dovrà essere la Corte costituzionale a valutare la legittimità del decreto con il quale l'estate scorsa - modificando le norme sull'amministrazione straordinaria delle grandi imprese in crisi - fu consentito che le operazione di concentrazione tra imprese operanti nei servizi pubblici essenziali (Alitalia-AirOne) fossero escluse dalla necessità dell'autorizzazione dell'Antitrust. Consentendo, di fatto, la fusione tra Alitalia e Air One nell'ambito dell'operazione Cai. Per questo il Tar del Lazio ha sospeso il giudizio sui ricorsi proposti da Meridiana, Eurofly e Federconsumatori, rimettendo gli atti alla Consulta.

La sentenza. Per il Tar «è verosimile ritenere - si legge nell'ordinanza - che la norma di legge abbia discriminato i vettori aerei prevedendo un trattamento più favorevole per le compagnie aeree che, realizzando l'operazione di concentrazione senza il preventivo esame dell'Antitrust sull'eventuale costituzione o rafforzamento di una posizione dominante, hanno incrementato la propria posizione in termini concorrenziali, con contestuale discriminazione per le altre compagnie aeree». Il collegio ha ritenuto che «tale discriminazione non sia ragionevole e, pertanto, risolvendosi in una disparità di trattamento, possa violare l'articolo 3 della Costituzione perché, mentre si rivela lesiva del principio della libertà di concorrenza, la norma di legge non dà conto di quali siano i valori costituzionali perseguiti e quindi le ragioni che possano giustificare la deroga operata al principio della par condicio e alla libertà di concorrenza».

Meta (Pd): Berlusconi non aveva esitato a passare sopra la legge. «I dubbi di costituzionalità del Tar del Lazio sulla deroga alla normativa antitrust in merito alla fusione Alitalia-AirOne, primo passo della cessione alla Cai, confermano che il presidente Berlusconi, pur di portare a casa le promesse sbandierate dell'italianità della compagnia di bandiera, non ha esitato a passare sopra tutto ed anche alla legge»: è questo il commento del capogruppo del Pd in commissione Trasporti alla Camera, Michele Meta. «Alla luce di quanto continua ad accadere intorno alla vicenda Alitalia - dice Meta - consigliamo al presidente del Consiglio di derubricare ad insuccesso l'intera operazione di privatizzazione Alitalia, perché sarebbe difficile rivendicarla con soddisfazione guardando in faccia i lavoratori, i viaggiatori e gli obbligazionisti abbandonati al loro destino».

Leddi (Pd): una nemesi per il governo. «La vicenda Alitalia per il governo si sta rivelando una vera e propria nemesi» dice la senatrice del Pd Maura Leddi. «E' ormai evidente - aggiunge Leddi - che la difesa dell'italianità tanto invocata sulla vendita della ex compagnia aerea di bandiera era solo uno spot elettorale della destra e di Berlusconi. Dopo gli investitori beffati che si ritrovano con risparmi andati in fumo a causa della cancellazione del titolo Alitalia dalla Borsa e su cui il governo continua a non fornire risposte serie e concrete, arriva l'ordinanza del Tar che rimanda alla Corte costituzionale il decreto del governo Berlusconi su Alitalia perché ritiene "verosimile che abbia discriminato altri vettori". Questo la dice lunga su come la vicenda Alitalia sia stata gestita. Un vero e proprio pasticcio su cui gli italiani, alla vigilia di una nuova tornata elettorale, sapranno giudicare un esecutivo che non ha saputo tutelare tante famiglie che hanno perso i risparmi di una vita».

Penati: la sentenza è una vittoria per i milanesi. Filippo Penati, presidente della Provincia di Milano, ha definito «una grande vittoria per tutti i cittadini milanesi» la sentenza del Tar del Lazio di rinviare alla Consulta la legge con cui è stato concesso alla nuova Alitalia il monopolio della rotta Milano-Fiumicino. «La Provincia di Milano - ha detto Penati - è l'unica istituzione italiana che ha sostenuto ufficialmente il ricorso che Federconsumatori ha fatto al Tar del Lazio contro l'Autorità garante della concorrenza e del mercato nei confronti di Alitali-Cai, nell'interesse di tutelare il territorio e la comunità milanese. Perché rompere il monopolio vuol dire aprire il mercato alla concorrenza e far abbassare i prezzi». Ettore Martinelli, avvocato che ha patrocinato l'iniziativa della Provincia di Milano, spera che «la Corte costituzionale possa rendere giustizia e riconsegnare ai cittadini la libertà di scegliere, in un regime non di monopolio».

TAG:  CAI  TAR  CONCORRENZA  CORTE COSTITUZIONALE 

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loriscosta
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