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contributo inviato da team_realacci il 25 maggio 2009
Roma, 25 maggio 2009. Misure per spingere il prezzo del petrolio stabilmente in una "fascia ideale" perché non sia tanto alto da frenare l'uscita dalla crisi né tanto basso da rallentare gli investimenti delle aziende. Ed un patto tra governi e aziende: i ministri pronti a garantire un quadro di regole certe e incentivi allo sviluppo, le aziende impegnate a mantenere alto il livello degli investimenti. Il G8 dei ministri dell'energia, a Roma, lancia su queste basi una nuova alleanza con le imprese energetiche. Sul tavolo obiettivi comuni per far fronte all'allarme sull'impatto della crisi sul settore, lanciato dall'Agenzia internazionale per l'energia, che impone interventi coordinati per arginare il rischio che passata la crisi la produzione di energia possa non riuscire a far fronte ad una domanda attesa in forte crescita.

Il confronto tra governi è stato allargato alla partecipazione delle prime 20 aziende del settore. "È la prima volta", sottolinea il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, presidente dell'incontro di ieri e oggi a Roma, che sottolinea "l'orgoglio" di aver organizzato all'Excelsior di via Veneto l'incontro tra "23 ministri dell'energia dei Paesi del G8 e delle altre maggiori economie mondiali che insieme rappresentano più dell'80% dell'offerta e della domanda di energia su scala planetaria".

Focus sul prezzo del barile, perché "un prezzo basso del petrolio è di aiuto sul fronte della crisi economica ma frena gli investimenti", spiega Scajola indicando che è necessario lavorare per un prezzo che "sia equo e non volatile". È d'accordo l'Eni: il presidente Roberto Poli ha indicato ai ministri del G8 che un "prezzo ragionevole" del petrolio, "condizione essenziale per la sostenibilità degli investimenti" e per la "costruzione paziente di un futuro energetico diverso" si colloca fra i 60 e i 70 dollari al barile.

Una "fascia ideale", ha spiegato Poli, per consentire di raggiungere 6 diversi obiettivi influenzate dal prezzo del greggio: garantire un adeguato ritorno per i produttori, sostenere la crescita economica globale, incoraggiare investimenti in efficienza, prevenire la conversione dell'agricoltura dal cibo ai biocarburanti, incoraggiare gli investimenti nelle energie rinnovabili e quelli in in tecnologia avanzate". L'importanza che il prezzo dei petrolio non registri sbalzi in alto. Lo spiega il segretario all'Energia Usa Steven Chu: "Un'impennata del prezzo del greggio potrebbe compromettere o rallentare la ripresa economica".

Il pressing delle aziende sui governi è anche sul fronte delle regole e degli incentivi. Lo sottolinea l'amministratore delegato di Enel, Fulvio Conti: per rispondere alla crisi è necessario "adottare misure che facilitino ed incoraggino gli investimenti nel settore", dice. Per i governi, chiede quindi il numero uno di Enel, deve essere "un imperativo" garantire "uno stabile, chiaro e omogeneo quadro di regole" per il mercato dell'energia, ed "adottare una politica di incentivi per lo sviluppo di innovative tecnologie chiave, come le rinnovabili, la cattura e lo stoccaggio di anidride carbonica, ed il nucleare".

Anche per il presidente di Enel Piero Gnudi, intervenuto al G8 come presidente dell'associazione dei principali produttori di energia elettrica del mondo E8, "è importante che i governi accompagnino lo sforzo compiuto dalle aziende energetiche mettendo a punto incentivi per lo sviluppo di quelle tecnologie innovative che oggi non hanno ancora raggiunto un sufficiente grado di economicità". Sia Eni che Enel hanno comunque garantito che ad oggi non c'è alcun rallentamento dei piani di investimenti. Attese a fine giornata le conclusioni che, auspica Scajola, potrebbero diventare "uno dei punti più importanti che verranno affidati al G8 a L'Aquila".

Fonte: La Nuova Ecologia
25 maggio 2009

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