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contributo inviato da team_realacci il 20 maggio 2009
Sono sempre stati i primi della classe nella battaglia contro lo smog e ora stanno per lanciarsi in un formidabile balzo avanti nella lotta contro i gas serra. Eppure, nonostante tutto ciò, l’industria statunitense dell’auto guarda ancora con invidia agli standard europei. Il vecchio continente è saldamente in testa nella competizione verso il trasporto a basso impatto ambientale perché ha dietro di sé una storia in cui la riduzione dell’inquinamento ha sempre viaggiato su un doppio binario: da una parte il freno alle polveri sottili, agli idrocarburi incombusti e agli altri veleni che uccidono rapidamente, dall’altra il miglioramento dei consumi, cioè la diminuzione delle emissioni serra che portano, più lentamente, al caos climatico.
Con lo sprint imposto da Obama, gli americani si pongono come traguardo 15 chilometri per litro, in Europa nel 2012 lo standard sarà di oltre 20 chilometri per litro. E, come ricorda Claudio Bertoli, direttore dipartimento energia e trasporti del Cnr, dietro questa distanza c’è una ragione tecnica: «Si potrebbe pensare che costruendo motori puliti si risolvano tutti i problemi: sarebbe bello, ma non è così. Per ridurre lo smog bisogna lavorare a modifiche che tendono a far salire i consumi. Combattere su tutti e due i fronti è complicato e richiede un know how che si accumula lentamente. E’ per questo che oggi l’Europa, e l’Italia, si trovano di fronte una possibilità di espansione fino a ieri imprevedibile».
Sul primo fronte, quello dell’inquinamento urbano, l’Unione europea procede da anni per tappe. La prossima sarà l’Euro 5 che consente ai diesel (circa metà dell’immatricolato in Europa) di tagliare dell’80 per cento rispetto all’Euro 4 le emissioni di polveri sottili, considerate uno dei nemici più insidiosi, anche perché capace di trascinare nei nostri polmoni metalli pesanti e altri veleni. Ma nei laboratori delle case automobilistiche si lavora già all’Euro 6, che abbatterà ulteriormente le emissioni inquinanti.
Nel 2012, lo stesso anno in cui tutti i veicoli saranno omologati e immatricolati con lo standard Euro 5, in Europa scatterà anche il limite per le emissioni serra che attualmente, nell’Europa dei quindici, viaggiano attorno ai 150 grammi di CO2 per chilometro. La direttiva, ancora in corso di perfezionamento, prevede un tetto di 120 grammi di anidride carbonica per chilometro: trasformato in consumo fa, su un percorso misto, 20 chilometri con un litro per la benzina (il valore attuale della Cinquecento) e 22 per il diesel.
A questi valori non si arriva solo con la tecnologia: la differenza tra Stati Uniti da parte ed Europa e Giappone dall’altra si spiega anche con il peso e la cilindrata delle auto americane. «Che ragione c’è di far girare macchine che accelerano come se fossero in Formula Uno e vanno a 250 l’ora?», osserva Giuseppe Onufrio, direttore di Greenpeace. «Il successo di Marchionne mostra il percorso vincente, fatto di tecnologia e stili di vita: non capire che sull’innovazione ambientale si gioco il nostro futuro industriale è un errore che potrebbe risultare fatale».

Fonte: Repubblica, blog d'autore
20 maggio 2009
Autore: Antonio Cianciullo
TAG:  INQUINAMENTO  EUROPA  AUTO  BASSO  OBAMA  TRASPORTO  SMOG  GAS SERRA  EURO 4  CONSUMO  URBANO  BERTOLI  AMBIENTALE  ONUFRIO  IMPATTO  IDROCARBURI INCOMBUSTI  EURO 6  REPUBBLICA  CIANCIULLO 

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