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contributo inviato da team_realacci il 19 maggio 2009
Roma, 19 maggio 2009  
 
“Sulla prevenzione antisismica dal Governo ancora solo chiacchiere. Nessuna misura, niente fondi e solo indicazioni generiche e inconcludenti”, lo afferma Ermete Realacci, responsabile ambiente del Pd, commentandola risposta di oggi in Commissione Ambiente della Camera da parte del Ministero delle Infrastrutture all’interrogazione in cui si chiedeva un piano straordinario per l’adeguamento antisismico degli edifici pubblici e privati.

“Nell’interrogazione presentata nel mese di dicembre insieme agli On. Mariani, Minniti, Genovese, Martella, Villecco Calipari, in occasione del centenario del terremoto di Messina”, spiega Realacci, “si evidenziava come gran parte del patrimonio edilizio italiano è di qualità scadente e come, se si avviasse immediatamente un piano straordinario di consolidamento e miglioramento sismico degli edifici pubblici e privati, non solo si potrebbe mettere in sicurezza gran parte della popolazione, ma si potrebbe rilanciare un'economia legata all'edilizia di qualità, in grado di produrre anche un rilevante effetto sul terreno occupazionale”.
“Il terremoto in Abruzzo”, prosegue Realacci “ha tragicamente riportato in primo piano l’inadeguatezza e la fragilità del patrimonio edilizio del nostro paese, dove il rischio sismico è fra i più elevati di tutto il Mediterraneo. Nonostante ciò, nella seppur cortese risposta del Ministero, non c’è alcuna traccia di sostanza, ma solo perifrasi interlocutorie. E questo è molto grave perché un vero rilancio del settore dell’edilizia nel segno della qualità, della sicurezza e dell’efficienza energetica è possibile”.

“Da più tempo il Partito Democratico avanza la proposta di una misura concreta attivabile da subito: quella di estendere il beneficio fiscale del 55%, non solo a chi ristruttura la propria abitazione nel segno dell’efficienza energetica, ma anche a chi vuole intervenire con requisiti antisismici. E’ una richiesta avanzata con forza anche dalle Regioni e si potrebbe in buona parte ripagare grazie all’emersione del nero che nel settore dell’edilizia, come è stato dimostrato da una recente operazione della Guardia di Finanza, ammonta a 3 miliardi di euro di redditi evasi e oltre 500 milioni di Iva non versata all’erario.”
 
Ufficio stampa On. Realacci
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