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contributo inviato da team_realacci il 19 maggio 2009
Taranto, 18 maggio 2009. Montagne nere, la terra a Crotone ne era piena e nascondeva non in superficie ma nel sottosuolo e accanto a scuole e abitazioni, scorie provenienti dagli stabilimenti della crotonese Pertusola Sud e dall'Ilva di Taranto: «Black Mountains». Così, nell'ambito dell'inchiesta omonima, relativa all'utilizzo del conglomerato idraulico fatto con scorie provenienti dalle due industrie, il suolo ed il sottosuolo di 23 aree a Crotone sono state sequestrate. Il sottosuolo di 18 aree, la gran parte delle quali vicino a scuole ed abitazioni, era stato già sequestrato nel settembre dell'anno scorso ed ora la procura ha provveduto anche al sequestro del suolo. In altre cinque aree, di cui una vicino ad una scuola, tre campi agricoli ed una zona vicino a case popolari, si è provveduto al sequestro di suolo e sottosuolo.

Il sequestro, disposto dal procuratore Raffaele Mazzotta e dal suo sostituto Pierpaolo Bruno, è stato eseguito dal personale del Nucleo ambientale della procura di Crotone, dai carabinieri e dai militari della guardia di finanza. L'indagine ha avuto inizio nove anni fa dopo l'esposto di un imprenditore edile e ruota intorno all'utilizzo del conglomerato idraulico catalizzato, impiegato per la realizzazione di rilevati e sottofondi stradali. Da una consulenza tecnica della procura è emerso che per la realizzazione del conglomerato idraulico veniva utilizzata una miscela di scorie, che dovevano essere trattate e smaltite in discariche speciali, prodotte dal forno cubilot della Pertusola Sud di Crotone e la loppa d'altoforno dell'Ilva di Taranto.

Fonte: Corriere della Sera
18 maggio 2009
Autore: R. W.

TAG:  TARANTO  CORRIERE  CROTONE  SCORIE  SERA  ILVA  BLACK MOUNTAINS  SOTTOSUOLO  PERTUSOLA  AREE  SEQUESTRATE  RAFFAELE MAZZOTTA 

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