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contributo inviato da team_realacci il 14 maggio 2009
Bruxelles, 14 maggio 2009. L'Italia è di nuovo nel mirino dell'Ue per un'applicazione della direttiva sui rifiuti delle navi che lo scorso anno la Corte di giustizia europea aveva già giudicato non conforme al diritto comunitario. E si espone al rischio di una sanzione finanziaria.
È questo, in sintesi, l'''ultimo avvertimento'' che - come si legge in una nota - Bruxelles ha lanciato oggi alle autorita' italiane inviando a Roma un parare motivato, ovvero l'ultimo passo delle procedura d'infrazione prima del deferimento alla Corte di giustizia Ue di Lussemburgo. Nell'eventualità che ciò avvenisse, i giudici lussemburghesi, trattandosi della seconda infrazione alla stessa norma, potrebbero decidere di condannare l'Italia a una sanzione pecuniaria. La prima sentenza emessa dalla Corte nei confronti dell'Italia risale al 25 settembre 2008 e ha condannato Roma per non aver ottemperato all'obbligo di realizzare in ogni porto un'apposita struttura per la raccolta e il trattamento dei rifiuti provenienti dalle navi.
Ora, nella sua nota, la Commissione Ue rileva che ''nonostante gli sforzi compiuti dalle autorita' italiane, la situazione è rimasta sostanzialmente la stessa'', ovvero una gran parte dei porti italiani non si è ancora dotata di una struttura 'ad hoc'. Bruxelles ha quindi deciso di lanciare un ultimo avvertimento prima di deferire nuovamente il governo alla Corte.

Fonte: Ansa
14 maggio 2009 
TAG:  UE  DIRETTIVA  COMUNITARIA  RIFIUTI  NAVI  RACCOLTA  TRATTAMENTO  PORTO  CORTE  GIUSTIZIA  LUSSEMBURGO  SANZIONE  PROCEDURA  D'INFRAZIONE 

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