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contributo inviato da benedettoparis il 14 maggio 2009

 Con grande soddisfazione qualche giorno fa sono andato a verificare il completamento dei lavori a Vicolo del Carbonaro e ho potuto verificare quanto immaginato: Vicolo del Carbonaro è uno degli angoli più caratteristici e belli del nostro piccolo paese, che merita di essere arricchito e curato, di essere vissuto. Il rifacimento della pavimentazione selciata (coperta negli anni ’80 col cemento) è solo il primo passo, insieme all’intervento sulle fogne e ad un adeguato decoro dei suoi vicoli e recupero degli edifici.

Il rifacimento della pavimentazione e delle fogne di Vicolo del Carbonaro e di Via della Fontana è stata una delle prime cose che abbiamo chiesto e seguito, seppur dall’opposizione, ed oggi continuiamo a farlo. Infatti,  il 6 settembre 2007, due mesi dopo l’insediamento, abbiamo presentato l’interrogazione consiliare , la n. 14/2007 (la trovate ancora sul nostro sito e sul mio blog), con la quale ricordavamo l’importanza dell’area di Vicolo del Carbonaro e di Via della Fontana, le precarie condizioni e l’abbandono, i problemi della rete fognaria, l’assenza nella programmazione comunale di questo intervento, pertanto chiedevamo l’introduzione nel Piano Triennale delle Opere Pubbliche 2008 – 2010 della previsione di rifacimento della pavimentazione e della rete fognaria. Per Vicolo del Carbonaro andò subito bene mentre Via della Fontana fu inserita solo dopo una ulteriore richiesta datata 27 dicembre 2007. Un anno dopo la nostra interrogazione i lavori sono iniziati e oggi praticamente conclusi, riconsegnando alla cittadinanza una scalinata sicura, una pavimentazione degna di un centro storico della nostra area. Per Via della Fontana invece il percorso continua ad essere tortuoso e solo grazie ad un nostro intervento in discussione del bilancio i lavori di via della fontana, finiti per distrazione o altri motivi al 2010, sono tornati nella programmazione per l’anno 2009, presupposto fondamentale per la richiesta di fondi e l’avvio del cantiere.

Ma certo non finiscono qui né i nostri impegni sul centro storico né i problemi di quest’ultimo. In due anni cosa è stato fatto? Il progetto di rifacimento di Piazza della Chiesa è ancora bloccato e riguarda solamente i locali che si affacciano sulla piazza, tralasciando i vicoli retrostanti, mentre sempre a Piazza della Chiesa il Palazzo ex Eca giace semi diroccato nella stessa piazza e non si capisce cosa stia facendo il Vice Sindaco Galli per sbloccare o meno quel progetto…fatto sta che né in atti di Giunta né di Consiglio ci sia minimamente notizia.

Lo stesso vale per il recupero e la valorizzazione della passeggiata retrostante la rupe che conduce da I Cerchi a via della Fontana, oppure del recupero della Rupe che dà su Via della Fontana: l’abbandono intanto è totale e prolificano solo erbacce e degrado. Oppure per le fonti e il fontanile che, invece che essere risorsa da tutelare e usare, sono lasciate al degrado e ai danni di qualche baby vandalo.
Era l’11 novembre 2006 quando la Giunta Galli approvò il Piano di Recupero del Centro Storico, ben fatto ma senza risorse alcune che indicassero sostegni economici ai cittadini che volessero ristrutturare o abbellire le proprie case, contribuendo così al rispetto, al recupero e alla valorizzazione dell’area più antica del nostro paese. In questi due anni noi abbiamo fatto più volte osservazioni e proposte, ma ancora aspettiamo la discussione delle Osservazioni e il confronto sulle nostre proposte, necessari prima di passare il Piano in Regione e far divenire attuabile il Piano. Intanto i lavori nel centro storico prolificano, così come tanti interventi, piccoli e medi, che continuano a deturparlo e allontanarlo a qualsiasi visitatore per caso cadutoci dentro.

Si cadutoci dentro per caso, perché salvo la festa di San Lorenzo e qualche processione non c’è nessun’altra occasione per far conoscere il nostro centro storico, che pure di motivi per essere conosciuto, vissuto, frequentato ne ha molti. Ci perdono i commercianti che ancora si ostinano a stringere i denti e tenere aperte le poche attività, ci perdiamo noi tutti perché un Comune non vive e non è né unito né sicuro se non è anche una comunità. E per fare una comunità c’è bisogno di luoghi fisici e sociali, di una storia che sia comune, quantomeno perché conosciuta. Se questa non c’è, non ci può essere interesse, curiosità, sentimento di condivisione di un percorso, di un territorio, di una realtà, non solo geografica, ma anche sociale. Il Centro storico è soprattutto questo.

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