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contributo inviato da INSIEME PER IL PD il 9 maggio 2009

 Posto qui la nota scritta dal Deputato PD Andrea Sarubbi sul portale di INSIEME PER IL PDhttp://insiemeperilpd.ning.com/. Mi sembra di grande interesse. Vi invito a venire nel portale per scrivere cosa ne pensate seguendo questo link http://insiemeperilpd.ning.com/. Se non siete ancora iscritti al portale, l'iscrizione vi prenderà pochi minuti.

Ecco la nota:

Sono finito su Repubblica di oggi per la dichiarazione di ieri sui profughi rimandati in Libia, che trovate come sempre nella sezione Sala stampa. Non mi pareva di aver detto nulla di originale: semplicemente, insieme alla mia collega Alessandra Siragusa, invitavamo il governo a non esultare troppo, perché non hai molto di cui vantarti se respingi una barca di disperati, senza neppure preoccuparti di sapere chi siano. Della maggioranza attuale continua a colpirmi la logica doppiopesistica, di cui potrei citare al volo esempi innumerevoli: ma siccome valori cristiani e famiglia sono troppo facili, vi parlerò del garantismo. In tutto ciò che riguarda la giustizia, da Mani pulite in poi, il Centrodestra ribadisce (a mio parere giustamente) il principio di innocenza: fino a quando non viene provato il contrario, ogni indagato rimane innocente e non si può condannare nessuno in virtù di un sospetto. Se invece si parla di immigrazione, cambia il peso e cambia la misura: chiunque sia su un barcone che si dirige verso le nostre coste è un sospetto clandestino, dunque va rimandato a casa. E se fosse un richiedente asilo, un rifugiato politico che cerca protezione? E se fosse, come l’85 per cento delle donne che arrivano a Lampedusa, una vittima di violenze sessuali? Dov’è finito qui il garantismo? Dove sta la differenza tra la Lega, che considera criminale chiunque non arrivi in Italia su un volo di linea, e Di Pietro, che ritiene colpevole chiunque abbia ricevuto un avviso di garanzia? Eppure – come ha ricordato oggi mons. Agostino Marchetto, segretario del ministero vaticano per i migranti – “la normativa internazionale, alla quale si è appellata anche l’Onu, prevede che i possibili richiedenti asilo non siano respinti, e che, fino a che non ci sia modo di accertarlo, tutti i migranti siano considerati rifugiati presunti”. Dello stesso parere anche Quyen Ngo Dinh, presidente della Commissione migrazioni di Caritas Europa e responsabile dell'area immigrati della Caritas di Roma: “qualsiasi respingimento in mare lede il diritto d’asilo” e costituisce una “violazione dei diritti umani”. Nel caso di ieri, la situazione è addirittura paradossale: abbiamo rispedito presunti rifugiati proprio al Paese che – come ricordavo anche nella mia battaglia parlamentare contro il mutuo ventennale pro Gheddafi – non ha neppure firmato la Convenzione di Ginevra. Come avrete notato, ancora una volta si sono levate proteste da parte cattolica: dopo l’editoriale di Avvenire sulla mancanza di sobrietà del premier e dopo i vari appelli delle associazioni ecclesiali contro l’approvazione del ddl sicurezza, l’atteggiamento nei confronti di questo governo è cambiato. Però non vedo ancora i toni da combattimento che hanno segnato la vicenda Englaro: spero che non si tratti, anche qui, di una questione di pesi e di misure.

TAG:  RAZZISMO  APARTHEID  LEGA  IMMIGRAZIONE  POSTI RISERVATI MILANESI  IMMIGRATI  LIBIA  DIRITTI UMANI  LEGGI RAZZIALI 

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