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contributo inviato da maribarb il 6 maggio 2009
 

Ieri al circolo Parioli lezione di storia politica su: il terrorismo, le stragi gli anni di piombo, con Olga d’Antona ed Andreassi ex vice direttore operativo SISDE

La storia recente delle strategia della tensione è purtroppo nota a molti di noi che l’hanno vissuta e ne hanno conosciuto le caratteristiche. Ci è stato ricordato che è un caso tipicamente italiano, ci sono state ricordate le sue finalità di allarmare l’opinione pubblica e far crescere la domanda di sicurezza come presupposto di una svolta autoritaria. ( a propos di sicurezza, anche oggi viene usata in altro modo per lo stesso fine?…)

Ci sono stati ricordati i collegamenti con la criminalità organizzata e la mafia che nel frattempo assumeva un carattere nazionale e non più regionale, ..

Soprattutto la d’Antona ci ha ricordato come il culmine dell’attività terroristica (assassinio di Aldo Moro e di Guido Rossa) abbia coinciso anche col suo declino, perché in risposta e contrasto a queste azioni si sono mobilitati i lavoratori e le organizzazioni sindacali, per la difesa delle conquiste di democrazia del Paese, per difendere quella rivoluzione che in Italia in realtà c’era già stata, con la Resistenza e le basi del sistema democratico e costituzionale. Ed è contro questa forza del lavoro, democratica e nazionale e unitaria, che la strategia della tensione è fallita. Ed ha allora spostato il suo obiettivo dall’attacco allo Stato, all’attacco al lavoro, a quello che chiamavano il “patto neocorporativo”, al tentativo cioè di far partecipare il sindacato dei lavoratori  alla gestione delle esigenze emergenti di flessibilità che invece ora hanno dilagato senza controllo col precariato….

Ci siamo chiesti: come mai dunque oggi il terrorismo sembra diminuito, nascosto, apparentemente sopito? ( e a me passava in mente- per terribile associazione di idee -la diminuzione dell’attività mafiosa sotto Mussolini, ed anche gli annunci ora di attuazione del programma di Gelli col governo attuale)

Come mai alla divisione del mondo del lavoro, alla sua polverizzazione  alla rottura dell’unità sindacale e alla sconfitta della sinistra corrisponde dunque una diminuzione dell’attività terroristica? chi sono dunque i terroristi?

TAG:  STRATEGIA DELLA TENSIONE  SICUREZZA  SVOLTA AUTORITARIA  ATTACCO ALLA DEMOCRAZIA 

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