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contributo inviato da PD Sardegna il 6 maggio 2009

Atto Camera??Risoluzione in Commissione 7-00134
presentata da
LUDOVICO VICO ?giovedì 19 marzo 2009, seduta n.149
?La X Commissione, ??premesso che: ??la produzione industriale italiana, secondo i dati Istat, a dicembre ha segnato un calo tendenziale del 12,2 per cento che si amplia al 14,3 per cento se corretto per i giorni lavorativi: si tratta del dato peggiore da gennaio del 1991; ??su base mensile la riduzione è pari al 2,5 per cento, l'intero 2008 ha chiuso con un calo della produzione pari al 4,3 per cento rispetto al 2007, mentre il crollo dei consumi elettrici del mese di febbraio (-8,9 per cento) conferma le preoccupazioni per un ulteriore peggioramento nel 2009; ??la crisi ha investito in pieno anche la chimica italiana, la recessione in atto sta colpendo la domanda di beni durevoli di investimento e non è escluso che nei prossimi mesi possa raggiungere anche settori di più largo consumo; ??solo nel settore chimico e manifatturiero la cassa integrazione ha travolto pressoché tutte le aree produttive: a febbraio è aumentata del 763,46 per cento (dati Inps) rispetto allo stesso periodo del 2008; ??la produzione industriale nell'ultimo trimestre (rispetto a settembre 2008) ha fatto registrare il tracollo della gomma (-28,8 per cento), delle produzioni di base della chimica (20,7 per cento), del vetro (-18,2 per cento), della ceramica (-11 per cento); ??a picco infine le esportazioni dei prodotti chimici (-40,9 per cento), effetto della crisi globale della quale la produzione della chimica italiana ha avvertito - prima di altre - il calo internazionale dei consumi. Se a ciò si aggiunge la scarsa competitività del sistema produttivo italiano, entrato in recessione prima di altri Paesi europei, la crisi del settore è non solo del tutto evidente ma anche profondamente preoccupante; ??incombono inoltre le pessime previsioni di crescita della produzione per il 2009, che potrebbe chiudere con un -4,5 per cento: la chimica di base passerebbe da un +3,6 per cento a zero; plastiche e resine, dal +2,1 per cento a -1 per cento; le fibre chimiche, -11 per cento; fertilizzanti, -3,5 per cento; vernici, -0,5 per cento; una situazione meno drammatica invece si profilerebbe per quella parte della chimica che si rivolge a beni non durevoli: materie prime e intermedi per l'industria cosmetica, detersivi, additivi per l'industria alimentare; ??nonostante questo quadro alcune produzioni hanno «retto», pur in un quadro così difficile, in quanto particolarmente richieste dal mercato: il politene (plastica per tubi di irrigazione); gli elastomeri (gomme) il cui petrolchimico di Ravenna è il numero uno in Europa; gli stirenici (paraurti per auto, plastiche per air bag, plastiche antiurto) di cui il solo stabilimento di «Polimeri Europa» (gruppo Eni) di Mantova produce oltre un milione di tonnellate all'anno; ??i riflessi di questa situazione sul lavoro sono preoccupanti, la Filcem-Cgil stima in oltre 20.000 gli addetti del settore a rischio (il 14 per cento della forza lavoro totale) tra cassa integrazione ordinaria, straordinaria, mobilità; circa 1.000 sarebbero le mancate conferme di lavoratrici e lavoratori a tempo determinato, oltre a migliaia di addetti «sospesi» tra proroga e cassa integrazione in deroga delle aziende in appalto, prevalentemente concentrati nella manutenzione, nella logistica, nei servizi; ??l'industria chimica italiana rischia pertanto di ridursi al lumicino: pesa infatti la lenta ma progressiva fuoriuscita dalla chimica del gruppo Eni e della sua società «Polimeri Europa», nonostante il recente e positivo accordo raggiunto tra Safi (Sartor), la multinazionale inglese Ineos, ed Eni per il rilancio del ciclo del cloro a Porto Marghera, Ravenna e Porto Torres e per la sostituzione delle celle a mercurio con quelle a membrana che renderanno la chimica sempre più competitiva ed ecocompatibile; ??a tale situazione si aggiunge il fatto che Montefibre ha reso note ulteriori difficoltà legate al permanere della crisi produttiva delle fibre sintetiche artificiali che può compromettere l'attuazione dell'accordo di agosto 2008 sulla realizzazione dell'innovativa fibra al carbonio; ??conseguenze nefaste sono poi probabili nel polo di Priolo-Siracusa (2.000 le unità in pericolo), mentre prosegue la stato di crisi dell'Eurallumina di Portovesme (Sulcis) che fermerà gli impianti per un anno, dalla metà di marzo, con conseguente cassa integrazione straordinaria per 450 lavoratori (oltre 700 se si comprende l'indotto). Pressoché al collasso la Caffaro di Torviscosa (Udine) e di Brescia (circa 400 i dipendenti coinvolti) per la quale è stato nominato il commissario liquidatore; ??chimica e petrolchimica scontano l'effetto della crisi mondiale prima di altri settori, perché rappresentano l'anello della catena delle materie prime necessarie alla trasformazione dei prodotti per il comparto manifatturiero (tessile, gomma-plastica, auto, vetro, concia, ceramica) che, a sua volta, risente in prima persona della crisi; ??l'Italia deve tornare a un serio impegno nel settore della chimica, in assenza del quale sarà inevitabile la deindustrializzazione con gravissime conseguenze sull'occupazione, sull'economia industriale, sulla bilancia commerciale dei pagamenti; ??non è più sufficiente sostenere a parole che la «chimica è strategica», è necessario passare ai fatti, la chimica è sempre stata leader e motore del Made in Italy perché alle spalle degli stilisti o del design industriale ci sono quasi sempre state le ricerche e l'innovazione in campo chimico; ??sono infine gravi sia il ritardo nella rivisitazione dei processi produttivi in chiave di sostenibilità ambientale, che la lentezza del sistema amministrativo e istituzionale che costringono i territori a sopportare pesanti impatti ambientali; ??il 9 luglio dello scorso anno il Ministro dello sviluppo economico ha promesso che sarebbe stato convocato entro settembre un tavolo negoziale sulla chimica, ma ad oggi ancora non se ne sa nulla; ??occorre fare presto e bene perché il settore ha urgente bisogno di essere rilanciato con una «cura da cavallo» in investimenti per infrastrutture, sapere, brevetti, bonifiche, innovazione e ricerca, per restituire dignità alla chimica e quel ruolo da protagonista che le compete nello sviluppo economico e sociale del nostro paese, ?impegna il Governo: ??a convocare con estrema urgenza un tavolo generale di confronto per il rilancio della chimica italiana, che parta dal monitoraggio della situazione per tutti gli accordi di programma esistenti nei siti; ??a disporre che una quota parte significativa degli enormi dividendi che il Ministero dell'economia e delle finanze ricava dall'Eni sia destinata al settore per nuovi investimenti nelle produzioni e nelle eccellenze di mercato (politene, elastomeri, stirenici); ??a predisporre un impegno massiccio di investimenti in ricerca scientifica, formazione, innovazione anche estendendo il programma per l'innovazione del progetto «Industria 2015»; ??a predisporre misure fiscali di vantaggio - soprattutto nel Mezzogiorno e per un periodo limitato di tempo - a favore delle piccole e medie imprese (il 92 per cento del tessuto produttivo della chimica secondaria); ??a battersi in sede europea per interventi legislativi a sostegno di imprese e di poli chimici che rispettino le norme ambientali, evitando delocalizzazioni e trasferimenti in Paesi meno rigorosi nella regolamentazione ambientale e favorendo forme di agevolazione fiscale mirate alle imprese che hanno deciso di insediarsi nel nostro Paese; ??a incentivare fusioni e accorpamenti per favorire la crescita dimensionale delle piccole imprese per accrescerne la massa critica e la competitività anche utilizzando le risorse provenienti dai cosiddetti «Tremonti bond» e dalla Cassa depositi e prestiti; ??a ridurre il differenziale del costo dell'energia con gli altri Paesi concorrenti anche per mezzo della convocazione, come peraltro più volte annunciato dal Governo, della Conferenza nazionale sull'energia; ??a semplificare le procedure burocratiche autorizzative per facilitare investimenti e attrazione di capitali esteri, attraverso una riforma della pubblica amministrazione affinché sia più vicina a cittadini e imprese; ??a sviluppare le nuove tecnologie ambientali per bonificare e recuperare i siti ad una chimica «più verde» e attenta alla qualità della vita nei territori. ??(7-00134) ?«Vico, Benamati, Murer, Scarpetti, Marchioni, Strizzolo, Zunino, Marantelli, Lulli, Calvisi, Rosato, Calearo Ciman, Siragusa, Samperi, Ferrari, Martella, Federico Testa, Marco Carra, Schirru, Peluffo, Sanga, Fiano, Quartiani, Amici, Marchi, Fadda, Froner, Pes, Marchignoli, Corsini, Portas, Ginefra, Margiotta, Losacco, Pollastrini, Bellanova, Servodio, Luongo, Cuperlo, Mastromauro, Grassi, Capano, Gaglione».

TAG:  POLITICA  ENERGIA  CAMERA  SARDEGNA  CAGLIARI  PDNETWORK 

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