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contributo inviato da gregorioconsoli il 6 maggio 2009
Ho una strana sensazione. Nonostante la rai occupata, il tg5 e i giornali di gossip di famiglia ridotti a megafono del governo, Belpietro direttore del tg1 (sigh), Vespa che urla "obbedisco" scattando in piedi, Feltri che pubblica le foto di Veronica di 30 anni fa, il Cavaliere che tenta la solita cortina fumogena, nonostante tutto questo mi sento di scommettere che donne e giovani italiani non perdoneranno al premier l’ennesimo eccesso.

Gli hanno perdonato gli eccessi politici, quelli imprenditoriali e quelli giudiziari. Era diverso, però. Erano cose avvertite come lontane dal sentire comune e superabili con il consenso popolare.

Il Cavaliere si è sempre mosso all’unisono con gli umori profondi del Paese. E anche le assoluzioni concesse dagli italiani ai suoi “peccati” facevano scopa con la capacità tutta italiana di autoassolversi da colpe valutate veniali.

Questa volta è diverso. Questa volta, in un’Italia ancora in piena crisi, diventa intollerabile pensare che esiste un partito (o un’azienda che sia) in cui si fa carriera contando sulla gradevolezza dell’aspetto (come ha detto Berlusconi a Porta a Porta) o, diciamola tutta, su culi alti e tette al vento. Diventa intollerabile per tutti quegli uomini e quelle donne che cercano lavoro, ogni giorno, contando sul proprio curriculum e sulle proprie esperienze passate. Ma soprattutto diventa intollerabile per tutte quelle donne che non accetterebbero mai di sbottonare un po’ la camicetta per ottenere un lavoro in cambio.

Ed è questo il vero problema per il Cavaliere: le donne. La parte migliore dell’Italia. Troppo spesso silenti e troppo spesso emarginate dalla vita politica, ma talvolta capaci di momenti di indignazione tali da indirizzare la coscienza collettiva. Le donne, che sono state determinanti nella formazione delle scelte collettive in occasione dei grandi referendum, riverseranno sul Presidente del Consiglio tutta la loro indignazione. Indignazione di donne (che non tollererebbero il trattamento riservato a Veronica), di mogli (che non accetterebbero il tradimento del proprio marito), di madri (che non perdonerebbero mai al marito di umiliarle davanti ai figli).

E se la goccia avesse fatto traboccare il vaso?

* * *

Un’ultima cosa. Hanno detto, fino a ieri, che non si tratta di questioni politiche. Che non bisogna occuparsene per rispettare la privacy del Presidente. Non sono d’accordo.

Se il premier ha frequentazioni poco chiare con una ragazzina, se le candidate al parlamento (italiano o europeo) e le ministre sono state scelte sulla base della capacità di soddisfare il drago o semplicemente per la loro avvenenza, è più di un problema politico. È un problema democratico.

TAG:  BERLUSCONI  VERONICA  DIVORZIO  VELINE  EUROPEE 

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commenti a questo articolo 1
commento di xwil inviato il 6 maggio 2009
Concordo pienamnte le tue ultime considerazioni...

Ma pare che la nomenklatura del PD non lo sia!!!!

FATEMI UN FISCHIO QUANDO LA BINETTI, IL PICCOLO LETTA E RUTELLI SARANNO CONFLUITI IN FORZA ITALIA.... COSì IO E I MIEI 15 FAMILIARI TORNEREMO A VOTARE IL PD

Auguri
ADINOLFI DIMETTITI
commento di cilloider inviato il 6 maggio 2009
concordo appieno!
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