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contributo inviato da team_realacci il 5 maggio 2009
Roma, 5 maggio 2009   
 
“Le ecomafie prosperano e non si deve in nessun modo indebolire l’azione di contrasto. Il decreto sicurezza in discussione in questi giorni alla Camera contiene due polpette avvelenate, due misure di assoluta gravità su cui il Governo deve fare marcia indietro”, lo afferma Ermete Realacci, responsabile ambiente del Partito Democratico, intervenendo alla presentazione del Rapporto Ecomafia 2009 di Legambiente.
“La prima”, spiega Realacci, “riguarda le intercettazioni telefoniche che se restasse così, come attualmente formulata, escluderebbe i reati ambientali, compresi i traffici illeciti di rifiuti tossici e pericolosi, da quelli intercettebili. Su questo punto insieme a l’On. Granata e sottoscritto da molti parlamentari di maggioranza e opposizione, abbiamo presentato un emendamento per correggere questo errore e mantenere uno strumento di indagine che ha avuto un ruolo risolutivo per fermare tante organizzazioni criminali che smaltiscono illegalmente rifiuti in tutto il Paese. La seconda riguarda la norma antiracket su cui è necessario ripristinare l'obbligo di denuncia per gli imprenditori che subiscono richieste estorsive. Ci auguriamo di poter contare sull’autorevole sostegno anche del presidente Pecorella per condurre questa battaglia di civiltà e non regalare vita facile alle ecomafie”.
“Lo Stato non deve dare mai segnali di debolezza o di via libera all’azione della criminilità organizzata”, conclude Realacci. “In questa direzione servono anche azioni esemplari. Penso al caso del comune di Fondi, un amministrazione che va sciolta per i troppi sospetti di infiltrazione malavitosa, e dove purtroppo ancora si latita nel prendere una decisione indispensabile per la tutela dei cittadini, dell'ambiente, dell'economia sana”. 
 
Ufficio stampa On. Realacci
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