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contributo inviato da team_realacci il 30 aprile 2009
Sarebbero decine e decine i morti nella zona del Tirreno cosentino provocati dalla presenza di rifiuti radioattivi provenienti dall'affondamento del mercantile Rosso, avvenuto nel 1990 al largo di Amantea (Cosenza). In realtà la motonave non riuscì ad affondare e il mare mosso in quella notte del 14 dicembre del '90 la spinse sulla spiaggia di Campora San Giovanni. Sulla vicenda sta svolgendo un'inchiesta la procura della Repubblica di Paola. L'indagine ha portato all'individuazione dell'area in cui sono stati depositati illecitamente i rifiuti radioattivi.

Il sito si trova nell'alveo di un torrente nel comune di Serra d'Aiello. Le persone che sono decedute erano affette da neoplasie che sarebbero state provocate, secondo quanto è emerso dagli accertamenti, dalla radioattività dei rifiuti. L'inchiesta della Procura viene svolta col supporto di rilevazioni scientifiche affidate ad esperti chimici ed altro personale specializzato che hanno presentato una serie di perizie ora al vaglio dei magistrati. Scopo dell'inchiesta è di accertare le responsabilità legate all'occultamento dei rifiuti e di procedere, al contempo, alla bonifica del territorio contaminato dal materiale radioattivo. Le risultanze sono state comunicate alle autorità sanitarie locali e regionali per i provvedimenti di competenza.

Fonte: La Nuova Ecologia
30 aprile 2009

TAG:  ROSSO  CALABRIA  PROCURA  INCHIESTA  PAOLA  VELENI  NAVI  RIFIUTI RADIOATTIVI  MOTONAVE  SERRA D'AIELLO  NEOPLASIE 

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commento di Ermete Realacci inviato il 6 maggio 2009
Purtroppo sono numerose le imbarcazioni dal carico sconosciuto e presumibilmente “tossico” che negli anni '80 e '90 sono partite e sparite nel nulla lungo le coste dell’Italia meridionale. Su questo tema ho anche presentato varie interrogazioni parlamentari. Sapere se e dove sono effettivamente affondate, nonché cosa trasportavano, è un diritto dei cittadini e un dovere delle istituzioni. Credo si debba fare piena luce su tutti gli affondamenti misteriosi di navi avvenuti nel Mediterraneo e per questo vanno assicurati mezzi, risorse e sostegno alla magistratura che tuttora indaga sui casi delle cosiddette “navi dei veleni”.
commento di grandmere inviato il 30 aprile 2009
Se le cose stanno così, quanti altri carichi saranno stati "nascost" senza che se ne sappia alcunchè?
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