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contributo inviato da team_realacci il 28 aprile 2009
In termini di politiche ambientali globali, l'obiettivo dei grandi Paesi del mondo è quello di fare a Copenaghen quello che non riuscirono a fare con Kyoto: fissare un protocollo ambientale davvero condiviso da tutti. E per mettere a punto questa 'vera' politica globale, la via per Copenaghen passa più che mai dal G8 dell'Aquila. In questi termini il ministro per l'Ambiente, Stefania Prestigiacomo, ha sintetizzato a Washington il senso della prima giornata di lavori del Mef (Major Economies Forum), il forum voluto dal presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, e che si è aperto ieri al dipartimento di Stato americano.

L'appuntamento è una delle tappe fissate per preparare il grande appuntamento di fine anno a Copenaghen, quando i Paesi del mondo si riuniranno con l'obiettivo di varare un nuovo piano comune sull'ambiente. Ma il vero appuntamento chiave per fare in modo che Copenaghen non fallisca sarà il G8 italiano all'Aquila. "Nel viaggio di preparazione verso Copenaghen, il G8 dell'Aquila è una tappa fondamentale", ha detto il ministro Prestigiacomo, che in serata insieme agli altri ministri del Mef incontra alla Casa Bianca il presidente Obama. "Come oggi ha sottolineato anche Hillary Clinton aprendo i lavori della riunione, è ormai tempo che i Paesi scoprano le loro carte e si impegnino secondo il principio delle responsabilità comuni ma differenziate".

In altre parole, è tempo che si trovino criteri comuni affinché tutti i grandi Paesi si sentano vincolati a contribuire alla riduzione dell'inquinamento globale. E da questo punto di vista l'Aquila sarà l'appuntamento cruciale dell'anno. "Perché per puntare a ottenere risultati concreti - ha sottolineato il ministro Prestigiacomo - è necessario arrivare a Copenaghen con un accordo politico forte già raggiunto a livelli di capi di governo". Questo sarà l'obiettivo dell'Aquila, un obiettivo che pone l'Italia - come ha sottolineato lo stesso Carlo d'Inghilterra nel suo intervento a Roma - sempre più al centro dello scacchiere internazionale in tema di politiche ambientali.
"Il mondo si aspetta da parte dei governi proposte concrete per orientare le produzioni - ha spiegato il ministro Prestigiacomo -. Per esempio certificati 'verdi' in funzione di produzioni 'verdi'. Vi possono essere molti strumenti per indicare una certa direzione, e per premiare coloro che su quella direzione maggiormente si impegnano". E' alla luce di questa impostazione che Copenaghen può essere finalmente il superamento di Kyoto. "Si è perso anche troppo tempo - ha sottolineato Hillary Clinton ai ministri del Mef - Bisogna recuperare il tempo perduto". Per riuscirci, il contributo dell'Italia e del G8 dell'Aquila sono considerati fondamentali.

Fonte: La Nuova Ecologia
28 aprile 2009
TAG:  G8  CLIMA  AMBIENTE  COPENHAGEN  NEW YORK  KYOTO  MEF  MAJOR ECONOMIES FORUM  WASHINGTON  OBAMA  L'AQUILA 

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