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contributo inviato da nikred il 23 aprile 2009

A proposito di candidature controverse. In un Collegio provinciale milanese sono state (ri)candidate persone sottoposte a indagini dalla Procura Antimafia, la cui relazione è stata trasferita, per competenza, alla Commissione Antimafia parlamentare. Dalla suddetta relazione si evidenziano compartamenti e intrecci "affaristico-politici" che annienterebbero anche il politico più cinico e spregiudicato che si possa immaginare. Invece qui, nell'area milanese, nemmeno una piega o un plissè (come direbbe Enzo Jannacci). Il candidato in questione è stato "regolarmente" (ri)messo in lista; la relazione dell'antimafia viene "minimizzata" e tutti coloro che non vogliono "né vedere né sentire", dopo aver fatto quadrato, cercano di far passare la notizia secondo la quale l'indagine, guarda caso solo per la parte riferita alla persona candidata, sarebbe "stata archiviata". A parte che nessuno, in particolare nelle redazione dei giornali milanesi, ha mai avuto notizia di questa tanto pubblicizzata, e quanto mai opportuna (nel caso...) "archiviazione", resta il fatto che sulla scorta di quella relazione si sta muovendo la pm Boccassini che già ha provveduto ad avviare serrate indagini dopo aver cominciato a inviare avvisi di garanzia alle persone coinvolte... Molti nel Pd, oltre a considerare la vicenda assolutamente contrastante con gli sbandierati criteri di onestà, capacità e trasparenza nella scelta dei candidati, temono che la faccenda, con l'avvicinarsi delle elezioni, diventi oggetto d’una devastante propaganda negativa per il partito

TAG:  COLLEGIO  MILANESE  ANTIMAFIA  COMMISSIONE  JANNACCI  BOCCASSINI 

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commenti a questo articolo 0
commento di Anpo inviato il 23 aprile 2009
Scusa nikred ma dove hai preso la notizia?
commento di nikred inviato il 23 aprile 2009
mi riferisco alla Provincia di Milano, in particolare a un assessore uscente e ricandidato. I nomi? Se fossi al giornale li farei tranquillamente (come hanno fatto altri colleghi)riportando, tra virgolette, le frasi scritte nella relazione della Procura. In quel caso sarei comunque tutelato dall'editore e dal direttore del giornale. Ma su un blog non esistono tutele per chi scrive. Quindi potrei essere querelato e, nell'attesa che tutto venga chiarito in tribunale, magari con l'archiviazione della querela, sarei comunque obbligato a cercarmi un avvocato, pagarlo e intanto attendere... Non è questione di tirare il sasso e nascondere la mano: la faccenda è nota ai nostri dirigente locali, regionali e nazionali. La responsabilità è loro: sono loro che devono prendere le opportune decisioni e non costringere un iscritto o un simpatizzante a doversi esporsi in prima persona in una faccenda non solo complessa e antipatica, ma anche pericolosa. Non vi pare?
commento di grandmere inviato il 23 aprile 2009
A questo punto davvero bisogna fare dei nomi precisi...
commento di savepan inviato il 23 aprile 2009
Nikred, bisogna fare i nomi, se si ha la certezza di quello che si afferma.
Non lanciare il ssso e nascondere lamano.
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