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contributo inviato da DemocraticiAlbaro il 18 aprile 2009
Scorrendo gli elenchi degli scomparsi all'Aquila e le loro date di nascita, leggi che molti sono ventenni, studenti. La loro Casa è la metafora d'Italia, che coccola i suoi cuccioli, piccoli o adulti, con cellulari, pizzerie a gogò, lavanderie, bar e un' accoglienza fatta di muri di sabbia, quando non sono affitti da 200 o 300 euro di letto mensili. Vengono da tutto il Sud per Economia, Medicina o Ingegneria, un 'eccellenza, con genitori che fanno la spola con olio e formaggi per far dimenticare la pasta incollata della mensa universitaria. Ma non riescono a proteggerli da Amministrazioni avare che fanno opere pubbliche più visibili, da collegi fatiscenti e vecchie case , non campus universitari come quelli che gli anglossassoni dedicano ai loro ragazzi.

Siamo sempre qui a spronare , ad invitare i giovani a non impigrirsi, ad andare a studiare qualche paese più in là, ma non consideriamo la disattezione permanente con cui spesso vengono ospitati, trattati a volte con fastidio perchè rumorosi, fanno confusione, occupano spazio. Invece li si dovrebbe guardare come un investimento, il flusso d'intelligenza giovanile, che un giorno si trasformerà in una grande forza, sottovalutata da una società che pensa che ormai solo al presente. Sono 27 mila gli studenti all'Aquila su 72 mila abitanti. Una grande industria, quasi considerata sotto traccia, non è una Fiat, eppure è una ricchezza per una città povera d' imprese, dove tanti sono emigrati.

In quell'elenco avrebbe potuto esserci Alessandro R.di anni 24 , genovese, laureatosi a Natale in Scienze Infermieristiche, un modo più elegante per essere un po' più di un infermiere, un operatore sanitario, una delle poche speranze che ancora ci sono a Genova per lavorare. Come ben sottolinea il Sole 24ore Nord Ovest del 25/2/09 : missioni in aumento del 43,7% Ovvero interinale nella sanità. Commentava l'assessore ligure alle politiche sociali (quello che ha rinunciato ad andare in Europa ) : -Sentiamo meno la crisi per l'alta percentuale di occcupati nei servizi alla persona.

Ma come siamo contenti:infermiere o badante, è il futuro a Genova e dintorni.

Aveva fretta di concludere Alessandro, non è un figlio di papà, è il figlio piccolo, suo fratello già lavora, la mamma è casalinga, il padre impiegato in pensione. Non voleva continuare a stare sulle croste e sapeva che nella sanità si cercava personale: lui è un tipo paziente, ha sempre fatto volontariato nell'assistenza. Le suore che gestiscono il tirocinio per l'Università qui a Genova però, pare facciano storie, lungaggini, non hanno fretta come lui che fra esami complicati come a medicina , pratica e portare pizze, non ha tempo da perdere. Cosi Specialistica all'Aquila , camera a Coppito, sotto con gli esami e laurea non a primavera, ma con tre mesi di anticipo, dopo il tirocinio nell'ospedale che è crollato.

Una grande festa poco tempo fa e gli amici straniti adesso a farsi incontro, ad abbracciarlo di sfuggita appena lo vedono, a chiedergli: “Ma eri lì che abitavi, dove c'è stato il terremoto?”

E lui, un po' infastidito, inquieto a domandarsi perchè, laurearsi tanto di corsa, cos' era questa frenesia che gli aveva preso: forse c'era davvero un angelo custode ad averlo tanto pungolato, non mamma, papà, i pochi soldi in tasca, l'ansia d'essere indipendente.

Non era nell'elenco, sta già lavorando in ospedale con i bambini , per garantire la pensione a quelli che non hanno vigilato nè su di lui, nè sui tanti che hanno lasciato i sogni sotto le macerie.

Bianca Vergati

TAG:  TERREMOTO  ABRUZZO  5X1000  8X1000  RICOSTRUZIONE  REFERENDUM  CASA DELLO STUDENTE 

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