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contributo inviato da team_realacci il 17 aprile 2009
Roma, 17 aprile 2009. Disboscamento delle zone a protezione speciale (Zps) di Marchesato e fiume Neto in Calabria, e trivellazioni in un sito di interesse comunitario (Sic) in Sicilia. Oltre alle conseguenze legate all'emergenza rifiuti in Campania e l'impatto ambientale del Ponte sullo Stretto di Messina. Sono solo alcuni dei casi di infrazione delle direttive comunitarie in materia di tutela della biodiversità registrati dal 'Monitoraggio Rete natura 2000', dossier di Lipu e WWf sullo stato dell'applicazione in Italia delle normative comunitarie in favore dell'ambiente.

'Rete natura 2000' è lo strumento nato per recepire le direttive europee 'habitat' e 'uccelli' per la salvaguardia del patrimonio faunistico e floreale del territorio, "ma nella realtà dei fatti queste direttive stanno funzionando male" nel nostro Paese, lamenta Claudio Celada, direttore conservazione della Lipu. L'Italia vanta 2.283 siti di interesse comunitario e 589 zone a protezione speciale, ma qui, denuncia sempre Celada, "le direttiva non vengono applicate, tanto che a carico del nostro Paese ci sono diverse procedure di infrazione". Dall'Europa ancora nessuna sanzione, ma continuare a non applicare quanto deciso in sede comunitaria potrebbe in futuro costare all'Italia "centinaia di migliaia di euro". Ma ben più "preoccupanti" saranno "i costi indiretti della non azione". Quelli che, spiega Celada, "hanno a che fare con la pulizia dell'aria, dell'acqua e della conservazione del suolo". Costi, avverte, che "pagheranno le generazioni future".

Lipu e Wwf chiedono quindi una "gestione efficace ed efficiente degli oltre 2.800 siti naturali" presenti nel nostro Paese. Un invito rivolto a "Regioni e governo, ognuno secondo le proprie competenze". In particolare, all'esecutivo viene chiesto di "eliminare le modifiche apportate dal ministro dell'Ambiente, Stefania Prestigiacomo, al decreto ministeriale del 2007". L'allora ministro dell'Ambiente, Alfonso Pecoraro Scanio, aveva introdotto limiti severi all'attività venatoria nelle zone, secondo quanto richiesto dall'Europa, da tutelare. Restrizioni cancellate dall'attuale titolare del dicastero.

Fonte: Dire
17 aprile 2009

TAG:  WWF  INFRAZIONE  BIODIVERSITÀ  LIPU  SITO DI INTERESSE COMUNITARIO  ZONE A PROTEZIONE SPECIALE  DIRETTIVE COMUNITARIE  'MONITORAGGIO RETE NATURA 2000'  CELADA 

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